Tramonto invernale a Lazzaretto

Oggi, verso le 16.30, mi son piazzato tra Muggia e Punta Sottile, in provincia di Trieste, in attesa del tramonto. La bora era tornata a farsi sentire, sebbene non ai livelli dei giorni scorsi.
Si sa che ogni paesaggista che si rispetti deve stare un po’ in un posto per capirne le potenzialità e aspettare la luce giusta. Quindi, acquattato tra gli scogli cercando riparo dal vento, mi apposto e aspetto il momento buono. Pian piano nuvole e sole danno il meglio di se, offrendo a me e ai gabbiani, unici a farmi compagnia, dei giochi di luce fantastici; a far da cornice al tutto, il mare rabbioso mosso dalla bora e un paio di alberi ad offrirmi una perfetta cornice naturale. Infine, una barca a vela temeraria che sfida il vento. Avevo il tele e l’ho ripresa al meglio, ma più di così non ho potuto.

Buona visione, cari lettori

Bora forte

Nei giorni scorsi, come molti sapranno, a Trieste la bora è diventata davvero potente. Ha toccato i 156 km/h troncando alberi, rompendo rami, facendo volare via tetti, piastrelle, vasi, ribaltando motorini e anche un camper e un TIR. Ne son successe di tutti i colori insomma, come sempre in queste situazioni.

Io ho avuto poco tempo per godermi davvero lo spettacolo e per immortalarlo, ma almeno uno sguardo sul golfo l’ho dato, e ve lo propongo qui in questi pochi scatti. Buona visione a voi.

Duecastelli

Per anni, passando sul ponte che attraversa la Draga, ovvero la continuazione terrestre del Canale di Leme, vedevo che verso ovest c’erano delle belle rovine. E per anni mi ripetevo che dovevo vedere di cosa si trattasse. Poi ho deciso di documentarmi, ed ho scoperto di cosa si trattava; si trattava di Duecastelli, Docastei in istriano, Dvigrad in croato. Per raggiungerlo, bisogna uscire dalla cosiddetta Ipsilon istriana (l’autostrada) all’uscita Kanfanar e procedere verso quest’ultima. Ad un certo punto, ci sarà l’indicazione per Dvigrad.

Questo castello era un florido borgo e superava di gran lunga la vicina Canfanaro, oggi molto più importante, essendo Duecastelli completamente disabitato da oltre tre secoli.

Dopo il castelliere preistorico, ebbe il suo grande sviluppo durante l’epoca romana. Il nome si deve ai due castelli che vennero eretti in quell’epoca: Moncastello e Castel Parentino.

Oggi il luogo si presenta davvero in rovina e personalmente trovo che andrebbe valorizzato maggiormente, in quanto è davvero un posto splendido e suggestivo. Fortunatamente viene preservato puntellando qui e la le colonne che rischiano il crollo e si riesce a girare tra le antiche mura godendo di un’atmosfera davvero particolare.

Come di consueto, non scrivo troppo, sono un fotoamatore, non uno storico 🙂

A voi le solite tre foto

 

 

Cottole

Questo paesino del centro istriano, in croato Kotli, è un posto davvero incantevole. Da quelle parti il fiume Quieto (Mirna) crea delle cascate intervallate da pozze balneabili, davvero suggestive. A metterci la ciliegina finale, il vecchio mulino ormai in disuso ma davvero favoloso da vedere, ammirare e, ovviamente, fotografare.

Si può mangiare nella Konoba locale, che ha il terrazzo con vista sul fiume, e a pochi metri si può anche passare la notte in degli splendidi appartamentini. Il relax è assicurato.

Peraltro si trova a metà strada tra Rozzo (Roc) e Colmo (Hum), due posti che vanno assolutamente visitati e che saranno oggetto di articoli ovviamente dedicati.

Ora le foto, a voi


Bora

Il primo articolo del 2015 lo dedico al vento triestino, la famosa bora. Ieri, 31 dicembre 2014, ha sferzato non poco e sul molo Audace era veramente spettacolare. Poi nella vicina località balneare di Barcola invece era tutto molto calmo e terso, benché notevolmente freddo. Ho quindi passato un’oretta qui e la a fare qualche scatto, che ora vi propongo!

E buon anno a tutti, cari miei lettori.

Paesaggi toscani

Ho fatto un giretto in Toscana, i primi giorni di novembre. Ero nella zona di San Gimignano e pernottavo a Ulignano. Già la strada che collega le due località mi è piaciuta da subito, e infatti l’ho sfruttata in più occasioni. 9 km di strada che si snoda tra le vigne, tra le colline e i casali degli agricoltori offrivano già tanti spunti, poi qualche altro posto li intorno mi ha fatto vedere altri paesaggi davvero mozzafiato, come ad esempio lungo la strada che collega San Gimignano a Volterra, soggetto della penultima e della terzultima fotografia.

Bene, ora lascio parlare le mie fotografie per me, vi basti sapere che, sebbene in autunno le giornate siano più corte e che il rischio pioggia sia più alto, a mio parere la zona guadagna le tonalità che la valorizzano veramente.

Buona visione

Lago di Bohinj, Parco Nazionale del Triglav, Slovenia

In Slovenia c’è il famoso Parco del Triglav, simbolo nazionale e zona naturalistica davvero meritevole. E all’inizio del parco c’è questo lago. In inverno in queste zone si scia, in estate si fa il bagno e ci si rilassa. Molto meno chic del vicino Bled (che però è davvero molto bello), molto spartano e per amanti della natura, il lago di Bohinj porta con se un relax davvero indefinibile. C’ho passato un giorno e mezzo, o meglio un pomeriggio e una mattina, e mi ha lasciato segnato dalla voglia di tornarci. Condivido questi miei pochi scatti che, son convinto, non bastano e non rendono giustizia al luogo! Ma, si sa, chi si accontenta…

Lubiana, la capitale della piccola Slovenia

Qualche mese fa ho fatto un giro a Lubiana con la mia famiglia. Ogni volta che la visito la trovo sempre molto gradevole, allegra e pimpante. Ricca di spunti e di begli scorci, offre davvero molto a chi ama la fotografia d’architettura, ma anche a coloro cui piace passeggiare in città tranquille e ampiamente pedonali. Con i bambini peraltro è molto facile e per nulla pericolosa, cosa che mi ha agevolato nello scattare in tranquillità.

Vi presento qui una selezione dei molti scatti che ho portato a casa. Dopo la mattinata, nel primo pomeriggio ha piovuto per mezz’oretta, a poi il tempo ci ha concesso di visitare il bel castello che, vicinissimo al centro, fa godere di panorami invidiabili su tutta la valle che circonda la bella cittadina del centro Europa.

Il parco ambientale della Zgornja Idrijca – Idrija, Slovenia

A poco più di un’ora da Trieste, a metà strada tra il confine e la capitale slovena Lubiana, si trova la cittadina di Idrija. Questa località nasce lungo il fiume Idrijca, un affluente del più rinomato Isonzo. La Idrijca è stata fondamentale nello sviluppo urbano in quanto la città è nata attorno ad una miniera di mercurio che, per funzionare, abbisognava di molto calore. A tal fine, gli abitanti sfruttarono il legname dei generosi boschi circostanti e, prima di poterli trasportare via ruota, dovettero sfruttare la forza del fiume. La zona più adatta era quella lungo la piccola Belca, che si butta poi nella Idrijca. Lungo la Belca, nell’800, costruirono delle chiuse, chiamate, per la loro bellezza, piramidi slovene. Attualmente sono state ristrutturate minuziosamente per commemorare giustamente queste costruzioni.

Per raggiungere le chiuse (io ne ho visitate 2 ma una in particolare mi ha davvero ammaliato), poco prima di Idrija, si segue la direzione Bela. Per 7 km si costeggia la Idrijca nel bosco, e sono 7 km che meritano molte soste.

Prima di dettagliarle, vi rammento che tutte le foto sono cliccabili; anzi, vi consiglio di farlo perché questi paesaggi vanno goduti a tutto schermo

La prima immediatamente, al primo ponte, dove trova posto il Divje Jezero (Lago Selvaggio). Questo lago ha questo nome perché è alimentato dalle profonde grotte (esplorate solo in parte) sottostanti e quando piove tanto, ribolle selvaggiamente. Io l’ho visto in estate e quindi era calmo, ma ci tornerò per vederlo più selvaggio. D’estate e calmo merita sicuramente per i bei colori

Divje Jezero7

Divje Jezero6

Divje Jezero5

 

Divje Jezero4

Il lago alimenta il fiume più corto della Slovenia, la Jezernica, di appena 55 metri; infatti dopo questo breve percorso le sue acque si buttano nella Idrijca.

Tra Divje Jesero e Jezernica

Jezernica

Dopo la sosta obbligata a questo fantastico lago, ho fatto diverse soste lungo il corso del fiume. Una moderna chiusa prima, delle rapide con ponticelli in legno poi.

Chiusa sulla Idrijca

Idrijca3

Idrijca2

Arrivato alla confluenza con la Belca, parte il sentiero sterrato lungo il quale si trovano le chiuse. Eccovi la Chiusa Di Brus.

Chiusa di Brus1

Chiusa di Brus5

Chiusa di Brus6

Chiusa di Brus8

Chiusa di Brus4

Chiusa-di-Brus7-copia

Chiusa di Brus2

Chiusa di Brus

Ritornando, prima mi sono imbattuto in questa roccia

Roccia che ride

e poi ho fatto una sosta un po’ casuale grazie alla quale mi sono imbattuto in questa cascatella

Cascatella

Infine ho fatto un’ultima sosta alle rapide che tanto mi erano piaciute e, visto che minacciava di piovere, ho concluso li la mia gita.

Ponte sull'Idrija

Idrijca4

Non ho nemmeno visitato la città, certo di tornare nuovamente in questo fantastico luogo.

A presto.

Il Vittoriale degli Italiani

Sulla sponda ovest del lago di Garda, nel paese di Gardone, trova posto la famosissima villa di D’Annunzio. Non credo ci sia bisogno di dire grandi cose a riguardo; tutti conosciamo gli scritti e le imprese belliche del poeta. Quello che mi sento di dire in questa sede è che è un luogo davvero suggestivo, ricco di cose da vedere e, secondo me, irrinunciabile quando si fa una vacanza sul lago più grande d’Italia.

Fotograficamente l’ho trovato difficile, nonostante la luce trovata fosse molto buona. I contrasti e gli spazi ristretti mi hanno complicato la vita non poco, ma, voi direte, altrimenti che divertimento c’è? A complicare il tutto, è arrivato un temporale con grandine che mi ha costretto ad interrompere la visita prima del previsto.

La prima foto non c’entra col Vittoriale, è semplicemente la chiesa che c’è davanti all’entrata, ma mi piaceva includerla comunque.