Cristoglie

Sulla strada che da Capodistria (Koper – Slovenia) porta verso Pinguente (Buzet – Croazia), troviamo questo paesino, Hrastovlje in sloveno. Per raggiungerlo, dalla strada principale, si devia a sinistra e si percorre qualche chilometro su una bella stradina che si snoda tra i campi. Alla fine di questa strada si trova il paesino. Non è particolarmente affascinante nel complesso, ma ha questa chiesetta, intitolata alla Santissima Trinità, protetta dalle antiche mura che aiutavano la popolazione a sopravvivere durante le guerre, barricandosi nella chiesa stessa. Questa costruzione, nel suo complesso, è una delle più belle, nel suo genere, dell’intera Istria. Formando una sorta di castello religioso, si presta a visioni lugubri ma al tempo stesso suggestive e mistiche.
Ma ciò che rende davvero ‘quasi’ unico il luogo è l’affresco che si trova dentro la chiesa: “LA DANZA MACABRA”, dipinta da Giovanni da Castua. Questo dipinto, ritrovabile in pochi luoghi al mondo (soltanto 2 chiesette in tutta l’Istria lo vantano) è davvero particolare; raffigura infatti l’uguaglianza dell’uomo davanti alla morte rappresentando poveri, ricchi, nobili, ecclesiasti affiancati dalla morte che se li porta con se. Il motivo per cui se ne trovano pochi è che i signori dell’epoca li facevano coprire, essendo ovviamente contrari a tali raffigurazioni. Quei pochi affreschi che sono quindi arrivati ai giorni nostri in buono stato di conservazione sono quelli dipinti in luoghi sufficientemente isolati e, pertanto, non trovati dalla nobiltà medievale locale.

Da segnalare anche la statua della Savrinka, intitolata alle donne istriane, famose per la loro laboriosità. È un monumento molto recente (1990) donato al paese in occasione del cinquecentenario degli affreschi. Si trova subito fuori dall’agriturismo Skrgat, dove si mangia davvero bene. Segnalo però che è aperto solo nel weekend, non ricordo se anche su prenotazione in giorni feriali.

Detto ciò, a voi le foto

 

 

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Bianco e nero – Non è solo desaturazione

Non sarò molto originale, ma mi va lo stesso di scrivere due righe sulla differenza tra un buon bianco e nero e un bianco e nero fatto così tanto per farlo.
Si, perché purtroppo ne vedo molti di b&n fatti agendo semplicemente sulla saturazione, ovvero azzerando banalmente i colori.

Uno scatto in monocromia non è soltanto uno scatto senza colori ma è uno scatto convertito in una certa maniera.
Ma andiamo con ordine: il momento del click. Ci sono due correnti di pensiero: chi ritiene necessario già scattare in funzione della conversione monocromatica, chi invece ci pensa dopo, in postproduzione. Poi c’è chi fa entrambe le cose, come me. Non dico di esser nel giusto, ma dico che a me va bene, funziona, o meglio, i miei b&n mi sembrano validi (poi ditemelo voi se è effettivamente così).

In seconda battuta, valutare la luce. Ci sono giornate in cui la luce davvero non permetterebbe altro se non di scattare per il b&n: mi riferisco ad esempio a giornate nebbiose o col cielo piatto senza nuvole ma grigio da far pena! Ecco, quelle sono giornate votate alla monocromia. Altre volte si fanno scatti monocromatici anche da foto che funzionano perfettamente a colori e quindi solo per il gusto di farle. Da qui discende il mio consiglio di non scattare mai in b&n direttamente in macchina, per due ragioni: potrebbe piacervi lo scatto a colori e quindi potreste decidere di tenere quello; potrete passare dal colore al b&n in un secondo momento: è davvero un’operazione veloce.

Detto ciò, dico, insomma, alla fine della fiera, cosa conta? Beh, il risultato no? E quindi l’importante è fare un buon b&n! Quel che più conta è non limitarsi a desaturare una foto a colori perché il risultato si discosterà molto dai b&n che vedete in giro, e ne resterete delusi.

Vi starete chiedendo: tutte ste chiacchiere ma questo qui alla fine ancora non ci ha detto come si fa un buon b&n. Innanzitutto bisogna agire sulla luminosità di ogni singolo canale colore, bisogna agire sul contrasto, sulla luminosità generale, sulle curve, sull’istogramma. Io non uso nessuno dei tanti metodi che si trovano in giro in rete (cercatene su youtube se volete), o magari lo uso senza saperlo, nel senso che vado a caso, in base al risultato che voglio ottenere e allo scatto che ho a disposizione, a quello che mi ha trasmesso la scena immortalata mentre scattavo, a volte a quello che mi sento nel momento in cui lo lavoro al computer: spazio alla fantasia, sempre se resta una fantasia realistica (si, è un concetto insensato, me ne rendo conto, ma rende l’idea, la mia idea, di fotografia: immortalare la realtà il più possibile). Ecco, quest’ultimo concetto è proprio il più assurdo: sappiamo tutti che noi vediamo il mondo a colori, quindi forse la postproduzione meno realistica è proprio quella monocromatica!

Ora veniamo a degli esempi:

1. Scatto fatto a colori senza pensare di convertirlo in bn; infatti ve lo propongo anche a colori:

a. Scatto nudo e crudo, così come l’ho scattato

1

b. Postproduzione a colori

Abbazia-colore

c. Conversione in b&n semplice (desaturazione e basta)

desaturata

d. Conversione in b&n studiata

Abazzia

2. Foto studiata per il b&n:

a. Scatto nudo e crudo, così come l’ho scattato

DSC_5354-come-oggetto-avanzato-1

b. Conversione in b&n semplice (desaturazione e basta)

DSC_5354-come-oggetto-avanzato-1

c. Conversione in b&n studiata:

Ferrara-(10)

Spero con queste mie righe e considerazioni di avervi dato qualche utile spunto di riflessione, di avervi aiutato a ragionare e di invogliarvi a studiare il bianco e nero e i molteplici aspetti che lo riguardano, evitandovi quindi altre delusioni su conversioni non soddisfacenti.

Alla prossima!

4 monocromie marine

E’ davvero da tanto, tanto tempo che non aggiorno questo progetto. Che dire, amo i colori, amo i colori del mare, amo il mare. E’ difficile per me convertire in bianco&nero foto marittime, tuttavia ogni tanto lo faccio con piacere. Dovrei ricordarmi più spesso di questo bel progetto e dovrei andare quindi più spesso sul mare con l’intenzione di scattare in previsione della monocromia. Però non mi viene, non è nelle mie corde.

Ad ogni modo, eccovi 4 scatti monocromatici fatti negli ultimi mesi

Tramonto sul mare

Un mesetto fa mi son recato sulla costiera triestina, sulla spiaggia delle Canovelle de Zopoli. E’ abbastanza famoso questo posto per chi vive a Trieste e dintorni. Ed è davvero bello, sia in estate per farci il bagno, che negli altri mesi, ad esempio per godersi un bel tramonto.

Quel giorno, era domenica, la natura ha offerto un ottimo spettacolo e la temperatura era gradevole, nonostante fossimo in pieno inverno.

Questo è quanto ho portato a casa. Buona visione.

Liebster Award!

Grazie a flaminiatorni.wordpress.com per avermi nominata al Liebster Award! Non sapevo che esistessero le tag tra i blogger e credo sia una buona opportunità per conoscerci meglio.

Le regole:

  • Ringraziare il blog che ti ha nominato
  • Rispondere alle 10 domande
  • Nominare altri 10 blog con meno di 200 followers
  • Comunicare la nomina ai blog candidati

Perché hai aperto un blog?

Volevo condividere questa mia passione per la fotografia con un qualcosa di mio che si distaccasse dai vari siti classici di fotografia.

Ci parli un po’ delle tue passioni?

La mia passione più grande è l’oggetto di questo blog. Tra le altre cose, sciare, viaggiare, il mare, la mountain bike. Ma quel che supera ogni cosa è mio figlio.

Quanto pensi che i commenti e le interazioni siano utili per un blogger e in che modo?

Beh, è un blog, non un forum. Sicuramente può arricchire me e anche altri internauti, ma trovo forse più importante comunque avere seguito prima di tutto.

Di cosa parli nel blog?

Io parlo poco, le foto lo fanno per me. Quando mi metto a descrivere, lo faccio in modo storico, geografico e raramente emozionale, ma il più delle volte mi distacco e sono volutamente didascalico.

Hai creato un rapporto di amicizia con altri blogger? Vi siete mai conosciuti personalmente?

Ancora no.

Come immagini il tuo blog tra due anni? Vorresti vederlo crescere/cambiare e in che modo?

Pian piano si cresce, si arricchiscono le pagine, si ampliano i contenuti. In questi 3 anni sono cresciuto tanto ma il blog ancora deve trarne il giusto giovamento: dovrei avere più tempo da dedicargli, ma si fa quel che si può.

La cosa che sai fare meglio?

Boh? In ambito fotografico, i paesaggi. Credo di essere un buon padre e anche un buon marito.

Quanto tempo dedichi al tuo blog?

Meno di quello che vorrei. Se pubblico una volta alla settimana son già contento, però non demordo.

Come nascono i tuoi post?

Dalla voglia della serata e dall’arricchimento dei progetti in itinere. Ora ne ho due, ma se scatto cose nuove, cerco di pubblicarle al più presto; ad esempio, se fossi uscito oggi a fare una sessione al tramonto, pubblicherei quella a brevissimo.

Ora tocca a:

https://francovisintainer.wordpress.com/

https://pistolato.wordpress.com/

http://bloodyivy.it/

http://ianstuartphotographer.com/

https://ortaelena.wordpress.com/

https://parloditeognigiorno.wordpress.com/

https://vannibras.wordpress.com/

https://benicultura.wordpress.com/

https://cristinatoso.wordpress.com/

http://danieledemarco.com/

Ancora un po’ di Trieste

Ho preso un buon ritmo con sti articoli della mia città, quindi eccovene un altro; stavolta in bianco e nero però.

Vi porto in questi 5 posti:

1. Canal Grande;

2. Un particolare della fontana di Piazza Goldoni;

3. Piazza della Borsa davanti alla Camera di Commercio;

4. Una visuale particolare di Piazza Goldoni dalla cima di Scala dei Giganti, che porta a San Giusto;

5. Il Parco della Rimembranza a San Giusto.

Trieste 3

E siamo alla terza puntata. Nella casualità finiamo 2 volte sul molo Audace; nel primo caso, foto 1, in una calda mattinata appena nata; nel secondo caso, foto 4, durante una bufera di bora talmente potente e prolungata da ghiacciare l’acqua marina sulla pietra del molo stesso.

Quindi, riepilogando:

1. Molo audace al mattino

2. Colle di San Giusto, monumento ai caduti

3. Spiaggia d’ingresso nel Parco di Miramare

4. Molo Audace ghiacciato

5. Bici che osserva un tramonto autunnale sul Molo IV

San Pietro in Selve

Vicino ad Antignana, di cui ho parlato nel precedente articolo istriano, c’è questo paese, denominato Sveti Petar u Sumi in croato.

Il paese non è ricchissimo di attrazioni, però è veramente molto godibile la piazza antistante la chiesa di Pietro e Paolo. Ma la cosa più bella è il chiostro del convento che si trova affianco alla chiesa stessa.
Il paese sorge attorno a quello che fu l’antico convento e oggi è un abitato agricolo con qualche piccola industria a completarne le attività economiche; peraltro le frazioni attorno sono state praticamente inglobate.
La storia di questo abitato, come dicevo, è da ricondurre all’antico convento che, tra una contesa e l’altra, durò 3 secoli, tra il 1000 e il 1330 circa. Poi tra guerre e pestilenze rimase praticamente disabitato. Passato sotto l’Austria nel XV secolo, rimase sede religiosa fin al 1800 circa, passando anche per la distruzione veneziana dei primi del 600, durante la famosa guerra degli Uscocchi.
Ad ogni modo, 800 anni di predominanza religiosa sono ampiamente testimoniate dalla dominanza nel paese della chiesa e soprattutto del monastero che la circonda.
E il chiostro è una delle cose più belle che io abbia personalmente visto in quella zona, almeno finora.

A voi le mie foto di quel luogo

Dall’alba al tramonto

Ciao a tutti.
Proseguiamo la nostra gita a Trieste. Vi propongo quindi altre 5 fotografie della mia città; nell’ordine:

1. Alba presso la Sacchetta
2. Via di Cavana al mattino
3. Il golfo colorato di uno strano verde mentre la bora lo tormenta
4. Le lapidi dedicate ai soldati a San Giusto
5. Un particolare tramonto apocalittico ripreso alla base del Molo Audace

Chiaramente non son foto scattate nello stesso giorno, anzi, sono scattate in annate diverse. Una curiosità: la seconda foto credo sia il mio primo scatto “riuscito”