Trieste prima della Barcolana

Sebbene sia uno scatto dello scorso anno, il clima da regata si respira ugualmente. Scattata il 2/10/2016 alle 18.49

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Eclissi di luna del 7 agosto 2017

C’è stata un’eclissi lunare parziale un paio di mesi fa. Non che sia stata incredibilmente spettacolare, ma è stata una buona scusa per uscire a scattare. E così, da buon fotoamatore, ho preso reflex, cavalletto, voglia e mi sono recato sulla punta del parco di Kamenjak, nella solita Premantura in Croazia e ho atteso che la luna sorgesse. La cosa interessante è che, essendo su un promontorio, per qualche minuto avevo il sole a ovest che tramontava e la luna a est che sorgeva; è stata la prima volta in cui ho goduto di questa visuale così completa della fisica che sta dietro all’eclisse. Io, piccolo piccolo, sul mio pianeta, a vedere il sole e la luna in contemporanea e sullo stesso asse, coi raggi che mi tagliavano indicando il nostro satellite; tempo di realizzare il tutto e già la luna era mozzata di una sua parte del lato non oscuro.

A quel punto ho fatto qualche scatto, dai quali ho estratto questo:

Poco dopo ho voluto immortalare la luna di nuovo nella sua interezza.

Mi spiace di non avere una foto del tramonto da proporvi, ma non era poi così spettacolare quella sera.

Alla prossima

Parco nazionale della Una – Bosnia Herzegovina

Ciao a tutti.
Dopo un paio di articoli semplici, passo ad un articolo complesso e ricco. Ricco perché questo posto, per nulla conosciuto, merita di esser visitato e non è giusto che rimanga relegato a perla tanto rara quanto sconosciuta, sebbene per me questo sia stato un valore aggiunto.
Parto dal come son finito in questo luogo: col programma di andare ai Laghi di Plitvice, in Croazia, e sapendo che 4 giorni lì sarebbero stati troppi, mi son messo a cercare qualcosa di vicino e altrettanto allettante per un amante dell’acqua come me. San google mi propone la foto di un luogo, foto che vedrete più sotto, e mi son detto “DEVO ANDARE QUA!”. Al che è iniziata la ricerca e, ve lo dico, è stata dura. E’ quindi questo il motivo per cui stavolta mi dilungherò, per aiutare chi, dopo di me, si metterà alla ricerca di questo posto.

Il Parco Nazionale della Una (che non è altro che un fiume, spettacolare a dir poco), sorge poco a sud di Bihac, una città del nord della Bosnia, nel cantone della Una-Sana. Infatti la Una bagna questa città, ma non è in città che dovete andarla a vedere.

La Una è un fiume famoso per la quantità di cascate e cascatelle che forma, aiutata dai suoi piccoli affluenti che in certe località creano davvero un sistema di cascate e rapide incredibile.

Ma partiamo dall’inizio: come ci si arriva? Troverete facilmente l’indicazione per arrivare fino a Bihac, è una città grandicella e popolosa. Da lì, si deve prendere la strada in direzione Sarajevo e uscire dal centro abitato. Dopo qualche km, sulla dx, c’è una deviazione per Lohovo, e lì si può fare conoscenza con il fiume presso il dvo slap (2 cascate) che sorge presso un piccolo ristorante tipico che offre anche stanze (non riscaldate) con vista diretta su questo piccolo parco incantevole; loro tengono anche vari animali, è quasi un micro zoo. In zona ci sono inoltre diverse scuole di rafting e kajak.
Noi volevamo dormire la, ma l’assenza del riscaldamento a novembre ci ha fatto desistere. Da qui, il mio primo consiglio: prendetevi una stanza/hotel/appartamento a Bihac, e partite sempre da lì; sono tutti molto cordiali, ma la mancanza di turismo di massa fa sì che non ci siano tutte queste offerte di alloggi e ristori, anzi, latitano.
Ovviamente il dvo slap è un microassaggio di quel che offrono i luoghi più a sud.
Dopo la sosta a Lohovo, tornate sulla strada principale e continuate il viaggio. La strada si inerpica tra belle vallate fino a giungere ad un incrocio che indica Orasac e Kulen Vakuf, e voi dovete svoltare di la. Già prima vedrete delle entrate al NP Una, ma quella che vi racconto io è più facile e veloce, specie se volete vedere il fiume senza camminare ore. Inoltre il guardiano dell’ingresso che abbiamo preso noi ci ha raccontato che entrando da altri accessi si rischia di distruggere la macchina, a meno che non sia una jeep.
Ma torniamo all’itinerario. La strada, più piccola, scende e arriva in una valle incantevole. A Orasac c’è un minimarket ben fornito, ma chissà quanto durerà; approvvigionatevi per la giornata a Bihac (secondo consiglio). Altri consigli: prelevate soldi a Bihac, fate il pieno di benzina a Bihac. Eh sì, perché poi non c’è quasi più nessun servizio. Rispettate i limiti, qualche pattuglia gira e se vi fermano sono dolori.
Comunque, arrivati a Orasac, svoltate dove vedete il cartello Strbacki Buk, questo:

Addentrandosi iniziano 9km di strada sterrata per arrivare alla meta; io li ho fatti con una normale Toyota Corolla, quindi è più che percorribile con quasi qualsiasi macchina. In fondo c’è la guardia del parco, pagate 6 KM (marchi convertibili) per entrare, e proseguite con l’auto. Il guardiano ci ha raccontato tante cose e, tra le altre, ha detto una cosa verissima: questo posto non ha nulla da invidiare a Plitvice! Certo, è più spartano, meno servito, però questo è pure un pregio.

Dentro non c’è un ristoro, chiuso da tempo per mancanza di clientela, ma ci sono le passerelle lungo il fiume e la grande cascata. Il 31 ottobre, in una bella giornata soleggiata, abbiamo incontrato 2 persone e STOP! Terminate le passerelle, il sentiero prosegue nel bosco, ma non saprei dirvi com’è. Posso farvi vedere cosa ho visto però:

Via da la si torna ovviamente a Orasac e si svolta a destra verso Kulen Vakuf, paese piuttosto grande e che, almeno ci sembrava, dei servizi li offra; tuttavia, ascoltando un custode del parco, forse è meglio soggiornare e mangiare a Bihac, specie se si hanno bambini piccoli appresso. Ma la meta è Martin Brod, non Kulen Vakuf, quindi proseguiamo. Lungo la strada ho visto anche una pompa di benzina, ma mi sembrava un tantino chiusa, quindi meglio non fidarsi.
La strada non è delle migliori, si fa anche un pezzo (di nuovo) sterrato, lungo il quale c’è anche una zona con panche e tavoli vicino al fiume.
Si giunge quindi a Martin Brod, dove le leggende si sprecano: una narra di Marta, una ragazza che per raggiungere il suo amato dall’altra parte del fiume, cadde in acqua e morì nella Una, dando così il nome al posto; l’altra riguarda la confluenza del Unac nella Una, luogo che, per le coppie che vi si incontrano, è propiziatorio per la fertilità ed il concepimento.
Come a Orasac, anche qui il turismo è arrivato di striscio: abbiamo incontrato 8 persone in tutto in più di 2 ore di visita.
Martin Brod è un posto molto particolare: tutte le case, o quasi, hanno la loro cascatella privata (in un certo senso) e in quest’acqua lavano i panni, grazie a quest’acqua macinano il granturco; insomma, grazie a quest’acqua, vivono.


Di cascate e cascatine quindi ce n’è tante,

ma una merita più delle altre, com’è giusto che sia:

In cima alla cascata pricipale, seguendo un sentierino scosceso, si può anche ammirare come facciano la farina di mais con i vecchi mulini ad acqua, e come sfruttino le cascate per lavare i panni senza utilizzare detersivi.

Da Martin Brod io son tornato indietro e, anzi, son tornato proprio in Croazia. Forse sarebbe stato bello fermarsi a parlare con la gente del posto (naturalmente se si conosce la loro lingua). Io ho la fortuna che mia moglie parla in croato e quindi in questi paesi viaggiamo senza problemi.

In conclusione, la visita è più che fattibile; io l’ho fatta con 2 bambini piccoli e pertanto direi che chiunque ce la può fare; certo, un po’ di spirito d’avventura ci vuole, si deve amare la natura ecc. ecc… però son posti che tornerei a vedere subito!

Se vi viene qualche dubbio nel progettare la visita in questo posto, fatemi pure tutte le domande che volete, se sarò in grado di rispondervi, lo farò più che volentieri.

Alla prossima

Il parco nazionale dei laghi di Plitvice, Croazia

Nel centro nord della Croazia, nell’entroterra, sorge il famosissimo parco nazionale dei laghi di Plitvice; posto incantevole in ogni stagione. Ci sono stato anni fa, senza reflex, in estate. Ci son tornato lo scorso autunno, a fine ottobre, per godermelo con meno gente e coi colori stagionali…e ho fatto bene.

Non vi do note turistiche o stradali, tanto è talmente facile trovarle che sarebbe una inutile ripetizione di quanto già a milioni hanno scritto.

Ma quindi, direte, potevi evitarci anche le foto! Beh, quelle no dai, almeno un minimo di reportage si fa 🙂

Le foto sono fatte in due giornate consecutive. Il primo giorno abbiamo fatto il percorso B, quello da 8 km con battello a spezzare la camminata. Avevo il piccolo Francesco nello zaino quasi tutto il giorno, non ho usato il treppiede, un po’ per scelta un po’ perché sapevo di non aver tempo, un po’ per evitarmi un peso in più, mi bastava il figlioletto da 10 kg abbondanti sulle spalle.
Il giorno seguente abbiamo fatto il percorso A, che è una parte del B, quindi più breve, e abbiamo recuperato la cascata grande, saltata il giorno precedente causa orda cinese in arrivo assieme a noi.

Io sono personalmente soddisfatto di quanto ho portato a casa, e qui mancano tutte le foto di famiglia ovviamente.

Buona visione

Grotta 5030 – Aurisina, Trieste

Ciao amici,

da qualche mese mio fratello si è appassionato di speleologia; d’altra parte il carso triestino è davvero una perla a livello grotte. Ma voi direte, e quindi? Quindi, dopo qualche mese son riuscito a trovare il tempo per andare con lui in una grotta ‘facile’. Facile per loro, speleologi esperti, meno per me, che in realtà ho esitato solo all’inizio, poi come un bambino mi sono divertito a passare in strettoie anguste, anche grazie al mio fisico esile. Continuerete a dire, e quindi??? Beh, secondo voi ci sono andato senza reflex, flash, stativi ecc…??? Certo che no!
Fotografare in grotta è nulla di più difficile possiate fare a livello di posizioni corporali e gestione di luci: mettere i flash dove volete voi è tutt’altro che semplice, e una volta che l’avete fatto, dovete contorcervi, distendervi, incurvarvi un sacco…altroché  architettura esterna. Tuttavia, il silenzio, la pace, il tempo che si ferma e che aspetta solo che tu decida cosa fare, agevola non poco.

In definitiva ho portato a casa una dozzina di scatti davvero suggestivi e non vedo l’ora di vedere un’altra grotta e, ovviamente, di immortalarla!

A voi le foto della Grotta 5030 di Aurisina, Trieste

Il ritorno di Trieste

Era da tanto che non pubblicavo in questa sezione, e mi stavo cominciando a sentire a disagio per questo! Rieccomi dunque sulla mia Trieste.

Al solito, vi descrivo le foto. La prima rappresenta la base del Molo Audace in una giornata primaverile con un temporale da un lato, a ovest verso Grado, e il ciel sereno dall’altro, a est, sull’Istria. Nella seconda, il castello di Miramare, con le montagne sullo sfondo, ripreso dalla riviera di Barcola. La terza è una barchetta presente sulle rive, dinnanzi alla chiesa greco ortodossa, la quarta è di nuovo il Molo Audace; l’ultima è un tramonto post temporale dove la barca, ormeggiata all’imbocco del Canal Grande, sembrava davvero stesse per essere risucchiata dal maltempo.

Bohinjsko Jezero – Lago di Bohinj

Nella Slovenia nord occidentale, nel famoso parco nazionale del Triglav (Tricorno), simbolo nazionale della piccola repubblica dell’ex Jugoslavia, c’è questo lago alpino circondato di alte montagne che, d’inverno, sono ricoperte di neve. Anche il lungolago lo è; io ci sono stato a metà marzo, quando ormai la coltre bianca se ne stava andando, ma qualcosa di invernale c’era ancora, eccome!

Spero questi scatti rendino giustizia ad un posto che a me personalmente piace molto. E’ la seconda volta in 2 anni che ci vado, e vorrei tornarci ancora! Ci si passa il tempo davvero molto piacevolmente e in modo molto molto rilassante.

Ora basta con la pubblicità però! A voi gli scatti

La nebbia su Trieste

Non capita spesso, ma quando capita, è davvero spettacolare. Basta salire sul carso per godere di panorami surreali, incredibili: come un mare schiumoso, la nebbia sovrasta la città ma salendo sopra i 250-300 metri si torna al sole e si ammira un panorama davvero entusiasmante.

Dopo un mese di stop dato da altri impegni, il mio ritorno al clic l’ho avuto così, un giovedì mattina di grigiume cittadino ma di grandi soddisfazioni dall’alto. Buona visione