La “mia” Trieste

Il-molo-e-la-bora

Sono quasi tre anni che ho aperto questo blog. In 3 anni ho pubblicato più di 200 articoli fotografici, articoli che immortalavano località svariate, prevalentemente croate, slovene o austriache, raramente italiane, o almeno raramente italiane fuori Trieste.

Bene, in 3 anni ne ho raccolte di immagini della “mia” Trieste, immagini che in parte avrete già visto, ma in gran parte no. Quella che vi proporrò è una selezione degli scatti fatti finora e poi degli scatti che farò; scatti classici e non, scatti cittadini e scatti panoramici. Forse potreste lamentare l’assenza di qualche gran classico, ma tempo ce n’è e potrò sempre rimediare e arricchire.

Una riflessione: ho sempre pensato che le scorpacciate artistiche fossero controproducenti; se vai in un grande museo, dopo 100 tele sei stufo e dopo 30 in realtà perdi già la concentrazione che meriterebbero le opere; non che voglia paragonarmi ai grandi pittori del passato, ma se mettessi qui tutte le foto subito, vi stufereste troppo presto, e sarebbe un peccato, per me e per voi. Quindi quel che è certo è che non vi darò tutto subito in pasto, ma arricchirò la pagina pian pianino, mettendo le foto poco per volta.

Di Trieste cosa potrei dire? Tante cose: ci abito, la vivo, la amo e la assaporo ogni giorno. Ci sono nato e spero di viverci per sempre; e le ragioni non ve le racconto io, ma le lascio raccontare a Umberto Saba, che a mio avviso meglio di chiunque altro l’ha saputa descrivere in poche, bellissime righe.

“Ho attraversato tutta la città.
Poi ho salita un’erta,
popolosa in principio, in là deserta,
chiusa da un muricciolo:
un cantuccio in cui solo
siedo; e mi pare che dove esso termina
termini la città.
Trieste ha una scontrosa

grazia. Se piace,
è come un ragazzaccio aspro e vorace,
con gli occhi azzurri e mani troppo grandi
per regalare un fiore;
come un amore
con gelosia.
Da quest’erta ogni chiesa, ogni sua via
scopro, se mena all’ingombrata spiaggia,
o alla collina cui, sulla sassosa
cima, una casa, l’ultima, s’aggrappa.
Intorno
circola ad ogni cosa
un’aria strana, un’aria tormentosa,
l’aria natia.
La mia città che in ogni parte è viva,

ha il cantuccio a me fatto, alla mia vita
pensosa e schiva.”

Non credo che le mie foto raggiungeranno la grandezza descrittiva del poeta nostrano, ma almeno proveranno a dare giustizia ad un luogo che tutti dovrebbero visitare almeno una volta, sperando di trovarvi la bora che schiaffeggia il mare: solo così si potrà dire di esser stati veramente a Trieste.

Ora però iniziamo. Preciso che non ci sarà né un ordine logico, né geografico, né temporale; niente di niente, pubblicherò un po’ a casaccio, ma con ordine 😀

1. Per rompere il ghiaccio

2. Dall’alba al tramonto

3. Trieste 3

4. Ancora un po’ di Trieste

5. PentaTrieste

6. Trieste Monocromatica

7. Trieste e le Girandole

8. Il ritorno di Trieste

9. La nave scuola Vespucci

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