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8/10/2016 Alba a Kamenjak

Alba a Kamenjak

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Grotta 5030 – Aurisina, Trieste

Ciao amici,

da qualche mese mio fratello si è appassionato di speleologia; d’altra parte il carso triestino è davvero una perla a livello grotte. Ma voi direte, e quindi? Quindi, dopo qualche mese son riuscito a trovare il tempo per andare con lui in una grotta ‘facile’. Facile per loro, speleologi esperti, meno per me, che in realtà ho esitato solo all’inizio, poi come un bambino mi sono divertito a passare in strettoie anguste, anche grazie al mio fisico esile. Continuerete a dire, e quindi??? Beh, secondo voi ci sono andato senza reflex, flash, stativi ecc…??? Certo che no!
Fotografare in grotta è nulla di più difficile possiate fare a livello di posizioni corporali e gestione di luci: mettere i flash dove volete voi è tutt’altro che semplice, e una volta che l’avete fatto, dovete contorcervi, distendervi, incurvarvi un sacco…altroché  architettura esterna. Tuttavia, il silenzio, la pace, il tempo che si ferma e che aspetta solo che tu decida cosa fare, agevola non poco.

In definitiva ho portato a casa una dozzina di scatti davvero suggestivi e non vedo l’ora di vedere un’altra grotta e, ovviamente, di immortalarla!

A voi le foto della Grotta 5030 di Aurisina, Trieste

Il ritorno di Trieste

Era da tanto che non pubblicavo in questa sezione, e mi stavo cominciando a sentire a disagio per questo! Rieccomi dunque sulla mia Trieste.

Al solito, vi descrivo le foto. La prima rappresenta la base del Molo Audace in una giornata primaverile con un temporale da un lato, a ovest verso Grado, e il ciel sereno dall’altro, a est, sull’Istria. Nella seconda, il castello di Miramare, con le montagne sullo sfondo, ripreso dalla riviera di Barcola. La terza è una barchetta presente sulle rive, dinnanzi alla chiesa greco ortodossa, la quarta è di nuovo il Molo Audace; l’ultima è un tramonto post temporale dove la barca, ormeggiata all’imbocco del Canal Grande, sembrava davvero stesse per essere risucchiata dal maltempo.

Bohinjsko Jezero – Lago di Bohinj

Nella Slovenia nord occidentale, nel famoso parco nazionale del Triglav (Tricorno), simbolo nazionale della piccola repubblica dell’ex Jugoslavia, c’è questo lago alpino circondato di alte montagne che, d’inverno, sono ricoperte di neve. Anche il lungolago lo è; io ci sono stato a metà marzo, quando ormai la coltre bianca se ne stava andando, ma qualcosa di invernale c’era ancora, eccome!

Spero questi scatti rendino giustizia ad un posto che a me personalmente piace molto. E’ la seconda volta in 2 anni che ci vado, e vorrei tornarci ancora! Ci si passa il tempo davvero molto piacevolmente e in modo molto molto rilassante.

Ora basta con la pubblicità però! A voi gli scatti

La nebbia su Trieste

Non capita spesso, ma quando capita, è davvero spettacolare. Basta salire sul carso per godere di panorami surreali, incredibili: come un mare schiumoso, la nebbia sovrasta la città ma salendo sopra i 250-300 metri si torna al sole e si ammira un panorama davvero entusiasmante.

Dopo un mese di stop dato da altri impegni, il mio ritorno al clic l’ho avuto così, un giovedì mattina di grigiume cittadino ma di grandi soddisfazioni dall’alto. Buona visione

Fusine e Lussari

Il meteo non era dei migliori, foschia e calura estive, ma qualche buono scatto l’ho portato a casa ugualemente.

Il santuario del Monte Lussari (Tarvisio, provincia di Udine) è un luogo parecchio famoso nella mia regione, meno altrove ovviamente. Si tratta di un micropaese sviluppato attorno a questa cappella e si trova a 1790 mslm. In inverno si va su a sciare e si gode el panorama splendido di questo luogo innevato; ora propongo le foto estive che, seppur meno suggestive, sono comunque d’impatto. Mi ripropongo d’andarci in inverno, con la neve, magari prima che gli sciatori lo prendano d’assalto, così fotograficamente sarà più interessante.

I laghi di Fusine invece si trovano a pochi chilometri dal Lussari e sorgono in uno dei posti più piovosi del Friuli Venezia Giulia. Si tratta di due laghi alpini davvero molto rilassanti e godibili. Ho fatto visita a quello inferiore, girandolo tutto (è piccolino eh, mezz’ora di cammino con i bimbi appresso) e godendo di ogni suo angolo.

Buona visione

Girandole rosse nel centro cittadino

Scappiamo dalla normalità della città , di qualsiasi città, portando alla vostra attenzione quello che è stato installato nel centro di Trieste lo scorso weekend: centinaia di girandole rosse, in onore della bora, per celebrare la giornata mondiale dell’ambiente. Purtroppo i soliti vandali nella nottata tra venerdì e sabato le hanno deplorate e quindi io, sabato mattina, ne ho rovate molte meno del previsto. Peccato, ma accontentiamoci.

A voi le foto che ho fatto tra Piazza Unità e Piazza della Borsa

Cristoglie

Sulla strada che da Capodistria (Koper – Slovenia) porta verso Pinguente (Buzet – Croazia), troviamo questo paesino, Hrastovlje in sloveno. Per raggiungerlo, dalla strada principale, si devia a sinistra e si percorre qualche chilometro su una bella stradina che si snoda tra i campi. Alla fine di questa strada si trova il paesino. Non è particolarmente affascinante nel complesso, ma ha questa chiesetta, intitolata alla Santissima Trinità, protetta dalle antiche mura che aiutavano la popolazione a sopravvivere durante le guerre, barricandosi nella chiesa stessa. Questa costruzione, nel suo complesso, è una delle più belle, nel suo genere, dell’intera Istria. Formando una sorta di castello religioso, si presta a visioni lugubri ma al tempo stesso suggestive e mistiche.
Ma ciò che rende davvero ‘quasi’ unico il luogo è l’affresco che si trova dentro la chiesa: “LA DANZA MACABRA”, dipinta da Giovanni da Castua. Questo dipinto, ritrovabile in pochi luoghi al mondo (soltanto 2 chiesette in tutta l’Istria lo vantano) è davvero particolare; raffigura infatti l’uguaglianza dell’uomo davanti alla morte rappresentando poveri, ricchi, nobili, ecclesiasti affiancati dalla morte che se li porta con se. Il motivo per cui se ne trovano pochi è che i signori dell’epoca li facevano coprire, essendo ovviamente contrari a tali raffigurazioni. Quei pochi affreschi che sono quindi arrivati ai giorni nostri in buono stato di conservazione sono quelli dipinti in luoghi sufficientemente isolati e, pertanto, non trovati dalla nobiltà medievale locale.

Da segnalare anche la statua della Savrinka, intitolata alle donne istriane, famose per la loro laboriosità. È un monumento molto recente (1990) donato al paese in occasione del cinquecentenario degli affreschi. Si trova subito fuori dall’agriturismo Skrgat, dove si mangia davvero bene. Segnalo però che è aperto solo nel weekend, non ricordo se anche su prenotazione in giorni feriali.

Detto ciò, a voi le foto

 

 

4 monocromie marine

E’ davvero da tanto, tanto tempo che non aggiorno questo progetto. Che dire, amo i colori, amo i colori del mare, amo il mare. E’ difficile per me convertire in bianco&nero foto marittime, tuttavia ogni tanto lo faccio con piacere. Dovrei ricordarmi più spesso di questo bel progetto e dovrei andare quindi più spesso sul mare con l’intenzione di scattare in previsione della monocromia. Però non mi viene, non è nelle mie corde.

Ad ogni modo, eccovi 4 scatti monocromatici fatti negli ultimi mesi