Grotta 5030 – Aurisina, Trieste

Ciao amici,

da qualche mese mio fratello si è appassionato di speleologia; d’altra parte il carso triestino è davvero una perla a livello grotte. Ma voi direte, e quindi? Quindi, dopo qualche mese son riuscito a trovare il tempo per andare con lui in una grotta ‘facile’. Facile per loro, speleologi esperti, meno per me, che in realtà ho esitato solo all’inizio, poi come un bambino mi sono divertito a passare in strettoie anguste, anche grazie al mio fisico esile. Continuerete a dire, e quindi??? Beh, secondo voi ci sono andato senza reflex, flash, stativi ecc…??? Certo che no!
Fotografare in grotta è nulla di più difficile possiate fare a livello di posizioni corporali e gestione di luci: mettere i flash dove volete voi è tutt’altro che semplice, e una volta che l’avete fatto, dovete contorcervi, distendervi, incurvarvi un sacco…altroché  architettura esterna. Tuttavia, il silenzio, la pace, il tempo che si ferma e che aspetta solo che tu decida cosa fare, agevola non poco.

In definitiva ho portato a casa una dozzina di scatti davvero suggestivi e non vedo l’ora di vedere un’altra grotta e, ovviamente, di immortalarla!

A voi le foto della Grotta 5030 di Aurisina, Trieste

Girandole rosse nel centro cittadino

Scappiamo dalla normalità della città , di qualsiasi città, portando alla vostra attenzione quello che è stato installato nel centro di Trieste lo scorso weekend: centinaia di girandole rosse, in onore della bora, per celebrare la giornata mondiale dell’ambiente. Purtroppo i soliti vandali nella nottata tra venerdì e sabato le hanno deplorate e quindi io, sabato mattina, ne ho rovate molte meno del previsto. Peccato, ma accontentiamoci.

A voi le foto che ho fatto tra Piazza Unità e Piazza della Borsa

Trieste monocromatica

E’ passato quasi un mese dall’ultimo articolo. Che dire, impegni di tutti i tipi e computer quasi sempre spento. Oggi però finalmente ho trovato una mezz’oretta e quindi vi propongo un articoletto per continuare il viaggio nella mia città.
Stavolta per voi 5 scatti in bianco e nero:

1. Parcicolare del Parco Revoltella;

2. Canal Grande da dietro la ringhiera sul Ponte Rosso;

3. Il Molo Audace rafficato dalla bora;

4. Il bacino del porto Vecchio ripreso dal Molo IV col suo pontone antico chiamato Ursus

5. Un vechcio palazzo malandato in Via degli Artisti, poco distante dal Teatro Romano.

Alla prossima

PentaTrieste

E siamo a 5. Scusate la lunga attesa, ma ho avuto un periodo abbastanza intenso sotto altri profili non fotografici. Ad ogni modo, rieccomi con altre 5 foto della mia Trieste.

Stavolta trovate:

1. Il Canal Grande poco dopo il tramonto

2. Un momento della regata serale che si svolge nell’ambito della Barcolana

3. La statua dei guerrieri di San Giusto con la Luna a farle compagnia

4. Il Municipio di Piazza Unità d’Italia durante l’allineamento tra Luna e Venere

5. La Scala dei Giganti che collega Piazza Goldoni al colle di San Giusto

Cristoglie

Sulla strada che da Capodistria (Koper – Slovenia) porta verso Pinguente (Buzet – Croazia), troviamo questo paesino, Hrastovlje in sloveno. Per raggiungerlo, dalla strada principale, si devia a sinistra e si percorre qualche chilometro su una bella stradina che si snoda tra i campi. Alla fine di questa strada si trova il paesino. Non è particolarmente affascinante nel complesso, ma ha questa chiesetta, intitolata alla Santissima Trinità, protetta dalle antiche mura che aiutavano la popolazione a sopravvivere durante le guerre, barricandosi nella chiesa stessa. Questa costruzione, nel suo complesso, è una delle più belle, nel suo genere, dell’intera Istria. Formando una sorta di castello religioso, si presta a visioni lugubri ma al tempo stesso suggestive e mistiche.
Ma ciò che rende davvero ‘quasi’ unico il luogo è l’affresco che si trova dentro la chiesa: “LA DANZA MACABRA”, dipinta da Giovanni da Castua. Questo dipinto, ritrovabile in pochi luoghi al mondo (soltanto 2 chiesette in tutta l’Istria lo vantano) è davvero particolare; raffigura infatti l’uguaglianza dell’uomo davanti alla morte rappresentando poveri, ricchi, nobili, ecclesiasti affiancati dalla morte che se li porta con se. Il motivo per cui se ne trovano pochi è che i signori dell’epoca li facevano coprire, essendo ovviamente contrari a tali raffigurazioni. Quei pochi affreschi che sono quindi arrivati ai giorni nostri in buono stato di conservazione sono quelli dipinti in luoghi sufficientemente isolati e, pertanto, non trovati dalla nobiltà medievale locale.

Da segnalare anche la statua della Savrinka, intitolata alle donne istriane, famose per la loro laboriosità. È un monumento molto recente (1990) donato al paese in occasione del cinquecentenario degli affreschi. Si trova subito fuori dall’agriturismo Skrgat, dove si mangia davvero bene. Segnalo però che è aperto solo nel weekend, non ricordo se anche su prenotazione in giorni feriali.

Detto ciò, a voi le foto