Grotta delle Margherite – Carso Triestino

Finito il corso di speleologia, con gli amici del CAT (che ringrazio) siamo andati alla Grotta delle Margherite, nel carso triestino.

Una grotta davvero stupenda, con il giusto grado di impegno in corda, e il giusto divertimento. Era la mia prima esperienza in corda senza istruttore a fianco, prima esperienza in corda col sacco grande appeso all’imbrago e prima esperienza in corda per la mia reflex; è tornata sana e salva, nonostante una piccola caduta mi abbia fatto sudare freddo.

Avevo già avuto modo di fotografare in grotta, ma andando senza le corde avevo il mio zaino fotografico, 3 flash, meno adrenalina. Qui ero con 2 luci da caschetto e 2 fari a led da fotografia in studio, insomma, tutte luci continue. Ovviamente i compagni di gita mi hanno aiutato ad illuminare gli ambienti meglio possibile, ma devo dire che un buon sensore (e la mia D600 ce l’ha!!!) aiuta poi a recuperare molto in postproduzione, passaggio fondamentale! Vedrete dei pixel bianchi in alcuni scatti: non sono pixel compromessi, è il pulviscolo presente nell’aria dell’ultima sala della grotta, quella che ospita le “margherite” che le danno il nome. Le vedrete in una delle foto che vi propongo, e le riconoscerete sicuramente, sono delle conformazioni davvero spettacolari.

Buona visione e…alla prossima (…grotta!!!???)

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Grotta 5030 – Aurisina, Trieste

Ciao amici,

da qualche mese mio fratello si è appassionato di speleologia; d’altra parte il carso triestino è davvero una perla a livello grotte. Ma voi direte, e quindi? Quindi, dopo qualche mese son riuscito a trovare il tempo per andare con lui in una grotta ‘facile’. Facile per loro, speleologi esperti, meno per me, che in realtà ho esitato solo all’inizio, poi come un bambino mi sono divertito a passare in strettoie anguste, anche grazie al mio fisico esile. Continuerete a dire, e quindi??? Beh, secondo voi ci sono andato senza reflex, flash, stativi ecc…??? Certo che no!
Fotografare in grotta è nulla di più difficile possiate fare a livello di posizioni corporali e gestione di luci: mettere i flash dove volete voi è tutt’altro che semplice, e una volta che l’avete fatto, dovete contorcervi, distendervi, incurvarvi un sacco…altroché  architettura esterna. Tuttavia, il silenzio, la pace, il tempo che si ferma e che aspetta solo che tu decida cosa fare, agevola non poco.

In definitiva ho portato a casa una dozzina di scatti davvero suggestivi e non vedo l’ora di vedere un’altra grotta e, ovviamente, di immortalarla!

A voi le foto della Grotta 5030 di Aurisina, Trieste