In Slovenia c’è il famoso Parco del Triglav, simbolo nazionale e zona naturalistica davvero meritevole. E all’inizio del parco c’è questo lago. In inverno in queste zone si scia, in estate si fa il bagno e ci si rilassa. Molto meno chic del vicino Bled (che però è davvero molto bello), molto spartano e per amanti della natura, il lago di Bohinj porta con se un relax davvero indefinibile. C’ho passato un giorno e mezzo, o meglio un pomeriggio e una mattina, e mi ha lasciato segnato dalla voglia di tornarci. Condivido questi miei pochi scatti che, son convinto, non bastano e non rendono giustizia al luogo! Ma, si sa, chi si accontenta…
Lubiana, la capitale della piccola Slovenia
Qualche mese fa ho fatto un giro a Lubiana con la mia famiglia. Ogni volta che la visito la trovo sempre molto gradevole, allegra e pimpante. Ricca di spunti e di begli scorci, offre davvero molto a chi ama la fotografia d’architettura, ma anche a coloro cui piace passeggiare in città tranquille e ampiamente pedonali. Con i bambini peraltro è molto facile e per nulla pericolosa, cosa che mi ha agevolato nello scattare in tranquillità.
Vi presento qui una selezione dei molti scatti che ho portato a casa. Dopo la mattinata, nel primo pomeriggio ha piovuto per mezz’oretta, a poi il tempo ci ha concesso di visitare il bel castello che, vicinissimo al centro, fa godere di panorami invidiabili su tutta la valle che circonda la bella cittadina del centro Europa.
Stampare!
Nell’era digitale un po’ si è persa una buona abitudine, quella di fare gli album di fotografie. Si scattano migliaia di foto da condividere sui social network, da mandare via mail o chat ad amici e parenti; si salvano migliaia di immagini in hard disk che poi nemmeno ricordiamo di avere e prima o poi ci chiediamo ‘dove sarà quella foto di quella vacanza…?’. Ma è un peccato, vi pare? Quantomeno una sana selezione farebbe bene, ma un bell’album vecchio stile, con le stampe e magari qualche scritta ricordo è davvero una bella cosa sapete! 3 anni fa, quando è nato mio figlio, ho ben pensato che gli avrei fatto un album all’anno. Il primo anno l’album ne conteneva 108, il secondo 148 e questo terzo ne ha più di 200, e lo devo ultimare con le foto degli ultimi giorni.
Perché faccio sta riflessione? Proprio stasera Matteo mi ha chiesto una cosa di un momento passato assieme, al che ho preso l’album delle fotografie e gli ho fatto vedere quel momento. Il passaggio naturale è stato rivedere tutto l’album ripercorrendo l’anno appena trascorso e, vi dirò lui si ricordava diverse delle situazioni ritratte. Ed è stato davvero bello rivederlo assieme, seduti comodi sul divano sfogliando le pagine e assaporando i vari scatti.
Parlo con tante persone e tutte mi dicono che un po’ hanno perso il gusto di vedere le proprie fotografie perché vederle a monitor è obiettivamente meno romantico. Il mio fotografo di fiducia mi ha addirittura fatto i complimenti per il fatto che stampo le foto regolarmente, sottolineando il fatto che siamo rimasti in pochi a farlo.
Quindi il mio consiglio è: STAMPATE LE VOSTRE FOTO!!! NON VE NE PENTIRETE!!!
E siamo a 3: tanti auguri Matteo!!!
Due novità rispetto ai reportage del primo e secondo anno: intrusi! Sia in senso fotografico che in senso di soggetti. C’è qualche bambino in più, galeotta fu l’amicizia (o meglio le amicizie) che il mio piccoletto ha stretto, bimbe con cui si diverte ovviamente molto! In senso fotografico, ci son 2 foto non mie…a voi l’onere/onore di scovarle!
AUGURI MIO CARO MATTEO!
Il parco ambientale della Zgornja Idrijca – Idrija, Slovenia
A poco più di un’ora da Trieste, a metà strada tra il confine e la capitale slovena Lubiana, si trova la cittadina di Idrija. Questa località nasce lungo il fiume Idrijca, un affluente del più rinomato Isonzo. La Idrijca è stata fondamentale nello sviluppo urbano in quanto la città è nata attorno ad una miniera di mercurio che, per funzionare, abbisognava di molto calore. A tal fine, gli abitanti sfruttarono il legname dei generosi boschi circostanti e, prima di poterli trasportare via ruota, dovettero sfruttare la forza del fiume. La zona più adatta era quella lungo la piccola Belca, che si butta poi nella Idrijca. Lungo la Belca, nell’800, costruirono delle chiuse, chiamate, per la loro bellezza, piramidi slovene. Attualmente sono state ristrutturate minuziosamente per commemorare giustamente queste costruzioni.
Per raggiungere le chiuse (io ne ho visitate 2 ma una in particolare mi ha davvero ammaliato), poco prima di Idrija, si segue la direzione Bela. Per 7 km si costeggia la Idrijca nel bosco, e sono 7 km che meritano molte soste.
Prima di dettagliarle, vi rammento che tutte le foto sono cliccabili; anzi, vi consiglio di farlo perché questi paesaggi vanno goduti a tutto schermo
La prima immediatamente, al primo ponte, dove trova posto il Divje Jezero (Lago Selvaggio). Questo lago ha questo nome perché è alimentato dalle profonde grotte (esplorate solo in parte) sottostanti e quando piove tanto, ribolle selvaggiamente. Io l’ho visto in estate e quindi era calmo, ma ci tornerò per vederlo più selvaggio. D’estate e calmo merita sicuramente per i bei colori
Il lago alimenta il fiume più corto della Slovenia, la Jezernica, di appena 55 metri; infatti dopo questo breve percorso le sue acque si buttano nella Idrijca.
Dopo la sosta obbligata a questo fantastico lago, ho fatto diverse soste lungo il corso del fiume. Una moderna chiusa prima, delle rapide con ponticelli in legno poi.
Arrivato alla confluenza con la Belca, parte il sentiero sterrato lungo il quale si trovano le chiuse. Eccovi la Chiusa Di Brus.
Ritornando, prima mi sono imbattuto in questa roccia
e poi ho fatto una sosta un po’ casuale grazie alla quale mi sono imbattuto in questa cascatella
Infine ho fatto un’ultima sosta alle rapide che tanto mi erano piaciute e, visto che minacciava di piovere, ho concluso li la mia gita.
Non ho nemmeno visitato la città, certo di tornare nuovamente in questo fantastico luogo.
A presto.
Il Vittoriale degli Italiani
Sulla sponda ovest del lago di Garda, nel paese di Gardone, trova posto la famosissima villa di D’Annunzio. Non credo ci sia bisogno di dire grandi cose a riguardo; tutti conosciamo gli scritti e le imprese belliche del poeta. Quello che mi sento di dire in questa sede è che è un luogo davvero suggestivo, ricco di cose da vedere e, secondo me, irrinunciabile quando si fa una vacanza sul lago più grande d’Italia.
Fotograficamente l’ho trovato difficile, nonostante la luce trovata fosse molto buona. I contrasti e gli spazi ristretti mi hanno complicato la vita non poco, ma, voi direte, altrimenti che divertimento c’è? A complicare il tutto, è arrivato un temporale con grandine che mi ha costretto ad interrompere la visita prima del previsto.
La prima foto non c’entra col Vittoriale, è semplicemente la chiesa che c’è davanti all’entrata, ma mi piaceva includerla comunque.
Cascata del Savica
Solitamente propongo articoli ricchi di fotografie e stringati nel testo. Oggi farò il contrario. Vi descriverò un luogo, vi dirò come andarci, vi darò cenni e quant’altro. Al termine delle mie parole ci sarà la foto, una sola foto.
Innanzitutto, come la si raggiunge:
la cascata del Savica (Slap Savica) si trova in Slovenia. Per giungervi si va in autostrada fino a Bled (da Lubiana direzione Kranj/Villach). Una volta giunti a Bled, si prosegue verso Bohinjska Bistrica e, passata la cittadina, si prosegue in direzione Bohinjsko Jezero (Lago di Bohinj), un lago alpino a 525m slm. Si giunge alla località di Ribcev Laz (bellissima peraltro) e si prosegue sul lato sud fino a Ukanc. Da li parte la passeggiata, o meglio, la scalinata che conduce alla cascata del Savica (seguire le indicazioni per Slap Slavica).
La cascata ha una forma ad A in quanto è formata da due salti, il grande da 78 metri e il piccolo da 25. Essa si origina dal Crno Jezero e a sua volta da origine alla Sava Bohinjka, uno dei bracci del fiume Sava, grosso affluente del Danubio.
Questo salto acquatico fa parte del parco nazionale del Triglav (Tricorno), un grande parco nazionale la cui vetta del Tricorno, il monte più alto della Slovenia, è uno dei principali simboli del piccolo paese slavo, peraltro riportato sulla sua bandiera.
Ora vi faccio vedere cosa potrete ammirare se vi recate in questo fantastico luogo
La foto è cliccabile
Burg Landskron
Sulla sponda sud, all’estremo ovest del lago di Ossiach, in cima ad una collina, si trova il castello di Landskron. Alla sua base ci sono due piccoli laghetti e, salendo ancora un poco, si entra nel castello, conosciuto per i grifoni. Il luogo è interessante sia per le sue costruzioni, sia per le belle viste che si hanno sul lago di Ossiach e le sue montagne circostanti, e sulla valle di Villaco.
Burg Hochosterwitz
A nord di Klagenfurt, nella Carinzia orientale, su una collina rialzata di 150 metri, trova posto il castello di Hochosterwitz, un castello davvero davvero fantastico. Era una vera roccaforte ed era molto difficile da conquistare; ci provarono in molti, ma alla fine gli abitanti della zona resistettero sempre al suo interno. Ci sono 14 porte e portoni che separano la valle dal castello in alto, ed è oggi tenuto molto molto bene. La storia, come al solito, ve la risparmio.
A livello turistico posso dirvi che si può salire sia a piedi che con un ascensore che, sebbene un po’ vertiginoso, è molto comodo. In cima trova posto un ristorante e da li la discesa verso il parcheggio diventa piacevole e ricca di paesaggi e scorci davvero molto belli. Spero gradirete le mie visioni di questo luogo
Concludo con una chicca, la miniatura del castello visibile a Minimundus, a Klagenfurt
Due laghi
Sono stato in Carinzia (Austria), ormai un mesetto fa. Inutile dire che di foto ne ho fatte moltissime e, siccome poi sono stato anche da altre parti, non ho avuto tutto sto tempo di sistemarle, passarle alla postproduzione e renderle come volevo in tempi brevi. Così vi propongo appena adesso, a distanza di settimane, un assaggio di quanto ho raccolto. Seguiranno, spero presto, due reportage di due castelli carinziani, ma non vi svelo null’altro ora.
Qui sono a proporvi un po’ di scatti fatti sull’Ossiachersee e sul Langsee. Il primo è abbastanza famoso, almeno dalle mie parti. Molti triestini ci vanno in vileggiatura, almeno per un paio di giorni, e ci si va anche a sciare in inverno, nei dintorni, sul complesso del Gerlitz. Io ci vado spesso, complice un torneo di greenvolley (a cui tempo fa ho dedicato, su questo blog, un piccolo articolo). Insomma, l’Ossiachersee è uno dei principali laghi della Carinzia ed è veramente un posto incantevole dove il relax la fa da padrone.
L’altro invece, il Langsee, è stata una scoperta; o meglio, una botta di c…, ehm, fortuna. Eh si, perché uno pianifica una vacanza, parte, dice “voglio andare li, visiterò di qua, girerò di la”, ma ogni tanto ci si imbatte in luoghi inattesi perché un’indicazione salta o un cartello non viene visto durante il viaggio. E così è andata: la strada che ci conduceva ad uno dei castelli che proporrò prossimamente era mal segnalata; e così abbiamo allungato il tragitto e ci siamo passati vicino, a questo lago. Per un paesaggista come me, un sogno che diventa realtà! La luce era difficile, ma la goduria altissima.
A prestissimo





















































































































































































