Barcolana 46

E’ già passata una settimana dalla Barcolana46 e finalmente propongo i miei scatti.

La famosa regata velica, la più numerosa al mondo, quella a cui partecipano più barche in assoluto, quest’anno ha battuto se stessa in numero di presenze. Una festa assoluta, una festa di tutti, la festa della città, la festa dei velisti, la festa in ogni senso. Grande assente, anche quest’anno, il vento; questa condizione ha costretto gli organizzatori ad accorciare notevolmente il percorso, ridotto alla prima boa.

Anche quest’anno ha vinto Esimit, la barca blu che vedrete nelle prossime foto. Se volete approfondire il discorso, andate sul sito dedicato barcolana.it.

Stavolta l’ho vista dal mare, ma non da partecipante, quindi da dentro ma non troppo. Se troverete noioso il reportage, ditemelo pure, così la prossima volta farò tesoro dei vostri consigli.

Le prime foto, quelle dei catamarani, sono state scattate nei giorni antecedenti e da terra, quando i famosi catamarani hanno veleggiato a Trieste. Purtroppo il vento scarso non gli ha consentito di dare il meglio di se.

A voi

 

Lubiana, la capitale della piccola Slovenia

Qualche mese fa ho fatto un giro a Lubiana con la mia famiglia. Ogni volta che la visito la trovo sempre molto gradevole, allegra e pimpante. Ricca di spunti e di begli scorci, offre davvero molto a chi ama la fotografia d’architettura, ma anche a coloro cui piace passeggiare in città tranquille e ampiamente pedonali. Con i bambini peraltro è molto facile e per nulla pericolosa, cosa che mi ha agevolato nello scattare in tranquillità.

Vi presento qui una selezione dei molti scatti che ho portato a casa. Dopo la mattinata, nel primo pomeriggio ha piovuto per mezz’oretta, a poi il tempo ci ha concesso di visitare il bel castello che, vicinissimo al centro, fa godere di panorami invidiabili su tutta la valle che circonda la bella cittadina del centro Europa.

Il parco ambientale della Zgornja Idrijca – Idrija, Slovenia

A poco più di un’ora da Trieste, a metà strada tra il confine e la capitale slovena Lubiana, si trova la cittadina di Idrija. Questa località nasce lungo il fiume Idrijca, un affluente del più rinomato Isonzo. La Idrijca è stata fondamentale nello sviluppo urbano in quanto la città è nata attorno ad una miniera di mercurio che, per funzionare, abbisognava di molto calore. A tal fine, gli abitanti sfruttarono il legname dei generosi boschi circostanti e, prima di poterli trasportare via ruota, dovettero sfruttare la forza del fiume. La zona più adatta era quella lungo la piccola Belca, che si butta poi nella Idrijca. Lungo la Belca, nell’800, costruirono delle chiuse, chiamate, per la loro bellezza, piramidi slovene. Attualmente sono state ristrutturate minuziosamente per commemorare giustamente queste costruzioni.

Per raggiungere le chiuse (io ne ho visitate 2 ma una in particolare mi ha davvero ammaliato), poco prima di Idrija, si segue la direzione Bela. Per 7 km si costeggia la Idrijca nel bosco, e sono 7 km che meritano molte soste.

Prima di dettagliarle, vi rammento che tutte le foto sono cliccabili; anzi, vi consiglio di farlo perché questi paesaggi vanno goduti a tutto schermo

La prima immediatamente, al primo ponte, dove trova posto il Divje Jezero (Lago Selvaggio). Questo lago ha questo nome perché è alimentato dalle profonde grotte (esplorate solo in parte) sottostanti e quando piove tanto, ribolle selvaggiamente. Io l’ho visto in estate e quindi era calmo, ma ci tornerò per vederlo più selvaggio. D’estate e calmo merita sicuramente per i bei colori

Divje Jezero7

Divje Jezero6

Divje Jezero5

 

Divje Jezero4

Il lago alimenta il fiume più corto della Slovenia, la Jezernica, di appena 55 metri; infatti dopo questo breve percorso le sue acque si buttano nella Idrijca.

Tra Divje Jesero e Jezernica

Jezernica

Dopo la sosta obbligata a questo fantastico lago, ho fatto diverse soste lungo il corso del fiume. Una moderna chiusa prima, delle rapide con ponticelli in legno poi.

Chiusa sulla Idrijca

Idrijca3

Idrijca2

Arrivato alla confluenza con la Belca, parte il sentiero sterrato lungo il quale si trovano le chiuse. Eccovi la Chiusa Di Brus.

Chiusa di Brus1

Chiusa di Brus5

Chiusa di Brus6

Chiusa di Brus8

Chiusa di Brus4

Chiusa-di-Brus7-copia

Chiusa di Brus2

Chiusa di Brus

Ritornando, prima mi sono imbattuto in questa roccia

Roccia che ride

e poi ho fatto una sosta un po’ casuale grazie alla quale mi sono imbattuto in questa cascatella

Cascatella

Infine ho fatto un’ultima sosta alle rapide che tanto mi erano piaciute e, visto che minacciava di piovere, ho concluso li la mia gita.

Ponte sull'Idrija

Idrijca4

Non ho nemmeno visitato la città, certo di tornare nuovamente in questo fantastico luogo.

A presto.

Il Vittoriale degli Italiani

Sulla sponda ovest del lago di Garda, nel paese di Gardone, trova posto la famosissima villa di D’Annunzio. Non credo ci sia bisogno di dire grandi cose a riguardo; tutti conosciamo gli scritti e le imprese belliche del poeta. Quello che mi sento di dire in questa sede è che è un luogo davvero suggestivo, ricco di cose da vedere e, secondo me, irrinunciabile quando si fa una vacanza sul lago più grande d’Italia.

Fotograficamente l’ho trovato difficile, nonostante la luce trovata fosse molto buona. I contrasti e gli spazi ristretti mi hanno complicato la vita non poco, ma, voi direte, altrimenti che divertimento c’è? A complicare il tutto, è arrivato un temporale con grandine che mi ha costretto ad interrompere la visita prima del previsto.

La prima foto non c’entra col Vittoriale, è semplicemente la chiesa che c’è davanti all’entrata, ma mi piaceva includerla comunque.

Burg Landskron

Sulla sponda sud, all’estremo ovest del lago di Ossiach, in cima ad una collina, si trova il castello di Landskron. Alla sua base ci sono due piccoli laghetti e, salendo ancora un poco, si entra nel castello, conosciuto per i grifoni. Il luogo è interessante sia per le sue costruzioni, sia per le belle viste che si hanno sul lago di Ossiach e le sue montagne circostanti, e sulla valle di Villaco.

Burg Hochosterwitz

A nord di Klagenfurt, nella Carinzia orientale, su una collina rialzata di 150 metri, trova posto il castello di Hochosterwitz, un castello davvero davvero fantastico. Era una vera roccaforte ed era molto difficile da conquistare; ci provarono in molti, ma alla fine gli abitanti della zona resistettero sempre al suo interno. Ci sono 14 porte e portoni che separano la valle dal castello in alto, ed è oggi tenuto molto molto bene. La storia, come al solito, ve la risparmio.

A livello turistico posso dirvi che si può salire sia a piedi che con un ascensore che, sebbene un po’ vertiginoso, è molto comodo. In cima trova posto un ristorante e da li la discesa verso il parcheggio diventa piacevole e ricca di paesaggi e scorci davvero molto belli. Spero gradirete le mie visioni di questo luogo

Concludo con una chicca, la miniatura del castello visibile a Minimundus, a Klagenfurt

Mini-Hochostervitz-copia

Tutto in un giorno

Cosa si può fare in una bella giornata di sole e di festa? Beh, tante cose ovviamente. Ma se il meteo è incerto, devi inseguire il bel tempo. E così, un mesetto fa, ho fatto con la mia famiglia. Al mattino era nuvoloso qui a Trieste, ma verso il mare e verso il Friuli si vedevano begli spiragli di cielo sereno. Allora partenza! Arrivati a metà della strada costiera che conduce verso Monfalcone, il tempo era già buono. Quindi, prima sosta in spiaggia

Tempo un’ora e il sole se ne va scomparendo sotto le nuvole ma, dalla parte opposta del golfo, verso Grado, il tempo si vede esser bello; quindi, via verso la località balneare. Arrivati li, sole davvero bello e piacevole tanto da far venir quasi voglia di fare il bagno.

Dopopranzo però le nubi si spostano minacciose anche qui e quindi tocca scappare via. Tempo di rientrare a Trieste, e qui il tempo è di nuovo buono. Quindi perché non fare un giro al parco di Miramare?

 

In definitiva abbiamo davvero fatto il possibile per passare una buona giornata e meglio non poteva andare. Infatti abbiamo preso la pioggia soltanto mentre viaggiavamo per rientrare verso casa. Davvero fortunati!

Le Grotte di Catullo – Sirmione (Brescia)

Le “Grotte di Catullo” sono una zona archeologica di origine romana. Il nome “grotte” deriva dal fatto che i primi ritrovamenti furono fatti mentre la zona era di fatto sotterrata e, come vedrete dalle foto, potevano sembrare delle grotte. La zona sta a nord di Sirmione, la bella cittadina sul Garda meridionale, e oggi è un’area archeologica di interesse vastissimo. Si tratta di fatto di una villa romana molto grande, la più grande testimonianza romana del nord Italia. I resti hanno circa 2000 anni e sono conservati davvero molto bene. Al solito vi faccio pochi cenni storici, certo che sulla rete possiate trovare di tutto e di più, e nella solita speranza che le foto possano parlare al posto mio.
A voi

Vediamo positivo

E’ questo il motto del Gruppo Generali per la campagna pubblicitaria che ha visto protagonisti degli occhiali enormi con le lenti verdi. Questi occhiali hanno girato varie città italiane, tra cui Napoli, Bologna, Milano e Venezia. Infine sono approdati in Piazza Unità d’Italia a Trieste, dove dimoreranno fino a domenica prossima compresa, seppur offuscati dalla rassegna “Bavisela”. Se vi va di vederli, fate quattro passi nel centro della mia città, altrimenti potete accontentarvi di queste mie poche fotografie

Premantura – Un luogo che sempre mi sorprende

Capo Promontore è il paese più a sud dell’Istria. Un paese che conosco molto bene e che ho finora trascurato fotograficamente. Ciò che non ho trascurato è il suo parco, Kamenjak. L’ho fotografato in lungo e in largo, ho scattato foto nelle sue isole limitrofe, nelle sue baie e nei suoi anfratti, ma sempre in estate.  Qualcosa già vi ho proposto in passato (tipo questo). Ora però posso proporvi qualcosa di nuovo e diverso; infatti quest’anno ho potuto farci un giretto invernale, a marzo, sul finire della brutta stagione e in una giornata soleggiata e ventosa. Il risultato me l’aspettavo, come mi aspettavo la desolazione di un luogo che d’estate è fin troppo popolato. Vi propongo quindi quanto il mio occhio ha potuto vedere in un paio d’ore, intense come lo sono state le ore precedenti a zonzo per mezza Istria.