Ferrara

A novembre, andando in Toscana, ho fatto scalo a Ferrara. Meritava fare una visita alla città estense, vedere i suoi vicoli, la grande piazza, la favolosa cattedrale.
Devo dire che mi è piaciuta molto, l’ho trovata a misura d’uomo e davvero vivibile. Ovviamente la conosco poco per fare una valutazione vera, ma l’impressione conterà pure qualcosa no?
Ad ogni modo, ho raccolto un po’ di immagini e, vista la luce trovata, ho subito concepito gli scatti per farli monocromatici; spero che la scelta sia di vostro gradimento.

Buona visione

Duecastelli

Per anni, passando sul ponte che attraversa la Draga, ovvero la continuazione terrestre del Canale di Leme, vedevo che verso ovest c’erano delle belle rovine. E per anni mi ripetevo che dovevo vedere di cosa si trattasse. Poi ho deciso di documentarmi, ed ho scoperto di cosa si trattava; si trattava di Duecastelli, Docastei in istriano, Dvigrad in croato. Per raggiungerlo, bisogna uscire dalla cosiddetta Ipsilon istriana (l’autostrada) all’uscita Kanfanar e procedere verso quest’ultima. Ad un certo punto, ci sarà l’indicazione per Dvigrad.

Questo castello era un florido borgo e superava di gran lunga la vicina Canfanaro, oggi molto più importante, essendo Duecastelli completamente disabitato da oltre tre secoli.

Dopo il castelliere preistorico, ebbe il suo grande sviluppo durante l’epoca romana. Il nome si deve ai due castelli che vennero eretti in quell’epoca: Moncastello e Castel Parentino.

Oggi il luogo si presenta davvero in rovina e personalmente trovo che andrebbe valorizzato maggiormente, in quanto è davvero un posto splendido e suggestivo. Fortunatamente viene preservato puntellando qui e la le colonne che rischiano il crollo e si riesce a girare tra le antiche mura godendo di un’atmosfera davvero particolare.

Come di consueto, non scrivo troppo, sono un fotoamatore, non uno storico 🙂

A voi le solite tre foto

 

 

Cottole

Questo paesino del centro istriano, in croato Kotli, è un posto davvero incantevole. Da quelle parti il fiume Quieto (Mirna) crea delle cascate intervallate da pozze balneabili, davvero suggestive. A metterci la ciliegina finale, il vecchio mulino ormai in disuso ma davvero favoloso da vedere, ammirare e, ovviamente, fotografare.

Si può mangiare nella Konoba locale, che ha il terrazzo con vista sul fiume, e a pochi metri si può anche passare la notte in degli splendidi appartamentini. Il relax è assicurato.

Peraltro si trova a metà strada tra Rozzo (Roc) e Colmo (Hum), due posti che vanno assolutamente visitati e che saranno oggetto di articoli ovviamente dedicati.

Ora le foto, a voi


Piemonte d’Istria

Inizio l’avventura della nuova pagina sull’Istria da questo paese, Piemonte. L’avevo già trattato qui su Photopivo, ma lo ripropongo volentieri.

A 240 mslm, a circa 7 km da Grisignana si trova, aggrappato a un cucuzzolo, Piemonte d’Istria, Zavrsje in croato. Un tempo era un paese abbastanza importante, dotato di stazione intermedia della ferrovia che collegava Trieste a Parenzo, la cosiddetta ‘Parenzana’.
La storia di questo borgo, come quella di tutti i borghi circostanti, è molto travagliata. Si passa dal Marchese d’Istria al patriarcato d’Aquileia a matrice feudale, per poi passare alla dominazione dei conti goriziani e poi di quelli di Pisino. Venezia la occupò, ma non riuscì a tenerla a lungo, complice la volontà dei conti croati di Veglia di riprenderselo e i tentativi triestini di controllare Piemonte per contrastare Pisino.

Ci fu poi il governo austriaco per un paio di secoli, intervallati da incursioni turche e ungheresi. Infine arrivò la reggenza veneziana che perdurò fino alla caduta della Serenissima per poi tornare sotto l’Austria fino al 1918. Tra le due guerre fu l’Italia a possedere la zona per poi passare, nel secondo dopoguerra, sotto il controllo croato.

Si può quindi capire quanto importante e strategico fosse questo piccolo borgo, dotato di cerchia murarie e castello fortificato che davano un ottimo controllo su tutta la bella valle sottostante.

Oggi purtroppo versa in uno stato di abbandono quasi totale, ed è un gran peccato perché è davvero una perla di posto

Un’altra passeggiata notturna a Venezia

Ormai son diventato un’abituè della notturna autunnale nella serenissima. E ogni volta che ci vado, vedo cose nuove e diverse, scorci particolari e anche, perché no, faccio tappa presso i grandi classici che la città della laguna offre. Spero di continuare queste mie gite anche negli autunni futuri, perché così il mio portfolio sulla grande città dei canali diventerà sempre più ricco e suggestivo. E a chi mi dice “perché vai a Venezia? L’hanno fotografata tutti in sto mondo!” io rispondo “ci vado perché mi diverto a fotografarla e a vederla con i miei occhi”; a chi mi obietta scarsa originalità nella scelta dei luoghi lagunari, rispondo che pian piano esplorerò anche quegli angolini meno frequentati e meno conosciuti.

Intanto, vi propongo l’atto terzo delle mie visioni veneziane, che spero gradirete.

A presto