La neve di fine gennaio

Nella vicina Slovenia, a fine gennaio, ha fatto una bella nevicatina senza vento, di quelle che riempiono i rami degli alberi e rendono tutto incantato. Inutile dirvi che mi piace fotografare, e mi piacciono i paesaggi! Ma sono anche un grande amante della neve, divento quasi bambinesco quando la vedo scendere dal cielo. Potete quindi immaginare il mio stato d’animo nel trovarmi davanti a questi paesaggi con la reflex in mano: gasamento (citando un caro amico) totale!

Vi propongo qua una selezione delle foto fatte quella mattina, in solitaria, girovagando tra monticelli e campi d’oltre confine.

Buona visione

Tramonto invernale a Lazzaretto

Oggi, verso le 16.30, mi son piazzato tra Muggia e Punta Sottile, in provincia di Trieste, in attesa del tramonto. La bora era tornata a farsi sentire, sebbene non ai livelli dei giorni scorsi.
Si sa che ogni paesaggista che si rispetti deve stare un po’ in un posto per capirne le potenzialità e aspettare la luce giusta. Quindi, acquattato tra gli scogli cercando riparo dal vento, mi apposto e aspetto il momento buono. Pian piano nuvole e sole danno il meglio di se, offrendo a me e ai gabbiani, unici a farmi compagnia, dei giochi di luce fantastici; a far da cornice al tutto, il mare rabbioso mosso dalla bora e un paio di alberi ad offrirmi una perfetta cornice naturale. Infine, una barca a vela temeraria che sfida il vento. Avevo il tele e l’ho ripresa al meglio, ma più di così non ho potuto.

Buona visione, cari lettori

Bora forte

Nei giorni scorsi, come molti sapranno, a Trieste la bora è diventata davvero potente. Ha toccato i 156 km/h troncando alberi, rompendo rami, facendo volare via tetti, piastrelle, vasi, ribaltando motorini e anche un camper e un TIR. Ne son successe di tutti i colori insomma, come sempre in queste situazioni.

Io ho avuto poco tempo per godermi davvero lo spettacolo e per immortalarlo, ma almeno uno sguardo sul golfo l’ho dato, e ve lo propongo qui in questi pochi scatti. Buona visione a voi.

Duecastelli

Per anni, passando sul ponte che attraversa la Draga, ovvero la continuazione terrestre del Canale di Leme, vedevo che verso ovest c’erano delle belle rovine. E per anni mi ripetevo che dovevo vedere di cosa si trattasse. Poi ho deciso di documentarmi, ed ho scoperto di cosa si trattava; si trattava di Duecastelli, Docastei in istriano, Dvigrad in croato. Per raggiungerlo, bisogna uscire dalla cosiddetta Ipsilon istriana (l’autostrada) all’uscita Kanfanar e procedere verso quest’ultima. Ad un certo punto, ci sarà l’indicazione per Dvigrad.

Questo castello era un florido borgo e superava di gran lunga la vicina Canfanaro, oggi molto più importante, essendo Duecastelli completamente disabitato da oltre tre secoli.

Dopo il castelliere preistorico, ebbe il suo grande sviluppo durante l’epoca romana. Il nome si deve ai due castelli che vennero eretti in quell’epoca: Moncastello e Castel Parentino.

Oggi il luogo si presenta davvero in rovina e personalmente trovo che andrebbe valorizzato maggiormente, in quanto è davvero un posto splendido e suggestivo. Fortunatamente viene preservato puntellando qui e la le colonne che rischiano il crollo e si riesce a girare tra le antiche mura godendo di un’atmosfera davvero particolare.

Come di consueto, non scrivo troppo, sono un fotoamatore, non uno storico 🙂

A voi le solite tre foto

 

 

Cottole

Questo paesino del centro istriano, in croato Kotli, è un posto davvero incantevole. Da quelle parti il fiume Quieto (Mirna) crea delle cascate intervallate da pozze balneabili, davvero suggestive. A metterci la ciliegina finale, il vecchio mulino ormai in disuso ma davvero favoloso da vedere, ammirare e, ovviamente, fotografare.

Si può mangiare nella Konoba locale, che ha il terrazzo con vista sul fiume, e a pochi metri si può anche passare la notte in degli splendidi appartamentini. Il relax è assicurato.

Peraltro si trova a metà strada tra Rozzo (Roc) e Colmo (Hum), due posti che vanno assolutamente visitati e che saranno oggetto di articoli ovviamente dedicati.

Ora le foto, a voi