Le Vie delle Foto

Nel mese di ottobre si terrà questa particolare ed unica esposizione. Parteciperò anch’io e sarà davvero interessante. Venite a trovarmi alla “Dolce Vita”, piccolo locale in Via San Nicolò 3/b (a pochi passi dalle rive) a Trieste, durante il mese di ottobre. Più che a trovare me, andrete a trovare alcune mie foto, raccolte in un tema che non vi svelo. Ulteriori dettagli li trovate sul sito, che è anche ‘Sito Amico’ di photopivo.net, www.leviedellefoto.it

Vi segnalo il bellissimo video dedicato all’evento e vi metto anche la cartolina preparata dagli organizzatori:

Locandina

2 anni: Auguri Matteo!

Vi ho mai detto come mi sono avvicinato alla fotografia? Era da anni che volevo comprarmi una reflex, ma il prezzo mi frenava! Cosicchè, a fine febbraio 2011, io e mia moglie riceviamo la bella notizia: aspettiamo un bimbo. Prendo la palla al balzo e dico “Voglio fare belle foto a sto bambino! Compro una reflex”. A metà marzo quindi finalmente arriva il grande acquisto. Tempo qualche mese e qualcosa di decente imparo a tirar fuori. Lui nasce a settembre e diventa il mio principale soggetto. Sebbene io nasca paesaggista, un po’ di ritrattistica la devo e la voglio imparare.

Oggi il mio piccoletto compie 2 anni, e come feci l’anno scorso, anche quest’anno gli rendo omaggio con una collezione delle migliori foto che ho avuto modo di scattargli negli ultimi 12 mesi. E colgo l’occasione per ringraziarlo di avermi fatto avvicinare a questo fantastico mondo, di regalarmi tanti sorrisi, tante soddisfazioni che, anche nei momenti più duri nella vita di un genitore, riempiono davvero di un orgoglio che nessun’altra cosa ti sa dare.

p.s. in quest’anno lui ha imparato e fatto tante di quelle cose che le foto sono molte. Ho provato a scremare, ma mi era davvero troppo difficile! Quindi ho optato per mettere di tutto un po’!

Postproduzione – Il mio approccio

Spesso amici e conoscenti mi chiedono quanto ritocco le mie foto. A volte mi dicono proprio “dai, di la verità, qui ci sei andato giù pesante con Photoshop”. Siccome mi ritrovo spesso a spiegare a parole ciò che faccio, e non è facile, vorrei spiegarvi con qualche esempio come agisco, e farvi vedere le differenze.

Partendo dal presupposto che per me la postproduzione non è alterazione delle foto, a meno che uno non lo faccia e desideri espressamente, puntualizzo una cosa: io il 70% del lavoro lo faccio in fase di scatto quasi sempre. Ci sono poi delle eccezioni e, siccome mi piace essere esaustivo, porterò un esempio anche di come si possa stravolgere uno scatto lavoricchiando al pc.

Il mio precedente articolo spiegava già qualcosa, ma solo in linea teorica. Mi ero infatti concentrato su aspetti poco pratici; qui cercherò di sopperire a tale mancanza.

Esempio 1.
La prima foto è il jpg così come creato dalla mia fotocamera. Per realizzare questa foto ho utilizzato la posa bulb, macchina su cavalletto, filtro ND da 10 stop e grandangolo. Bilanciamento del bianco 5000k.
In postproduzione cosa ho fatto?
Innanzitutto ho utilizzato la funzione correzione lente. A 20mm infatti si creano distorsione e vignettatura non voluti. A volte, se mi piacciono, li lascio.
Premettiamo che l’utilizzo dei big stopper (il filtro ND) spesso può comportare dominanti di colore, specie se si realizzano scatti davvero lunghi come questo (2,5 minuti non sono pochi).
In conclusione, come si può vedere sulla seconda immagine, la differenza non è poi così abissale. Mi sono limitato a eliminare la dominante citata, ho schiarito e aperto le ombre e ho applicato un po’ di contrasto e microcontrasto per esaltare la tridimensionalità.
Alzi la mano chi ritiene la seconda foto frutto di manipolazioni eccessive 😉
DSC_9827 Timavo setoso copiaEsempio 2.
Anche in questo caso, prima il jpg e poi il raw da me rielaborato.
Qui la postproduzione è ancor meno invasiva. Correzione lente, contrasti e un filo di luminosità sul primo piano, stop!DSC_9443
Mare arrabbiato copiaEsempio 3.
A volte anche a me piace giocare, e questo scatto ne è la prova. Di rielaborazioni così spinte, nel mio hard disk, ne avrò si e no 10.
Qui innanzitutto c’è un crop; dopodichè ho chiuso i neri per perfezionare la silhouette. Facendolo, ho accentuato alcuni colori del cielo, che tendevano al giallo. Al che mi son detto, saturiamo un po’ il giallo, sembra interessante. Infine sharpening vario e il risultato lo vedete voi stessi
DSC_9684 Nanos infuocato copiaDi base però anche in quest’ultimo caso lo scatto buono c’era, altrimenti col cavolo che tiravo fuori qualcosa.

In definitiva, raramente mi affido alla finzione pura (eccetto nel caso del bianco e nero), proprio perchè la fotografia prima che un’arte per me è un ricordo.

A presto, amici

P.s. Non sono solito chiedere ai miei lettori certe cose, ma sarebbe interessante sentire cosa ne pensate di tutto questo, se lo ritenete giusto o sbagliato o qualsiasi altra cosa. Insomma, dite la vostra se vi va

2012 in review

Ciao a tutti… vi pubblico il rapporto annuale 2012 stilato da WordPress e relativo al mio blog. Direi che è comunque una cosa interessante ed un’idea simpatica. Devo dire che alcuni risultati mi hanno perfino sorpreso. A voi

Ecco un estratto:

600 people reached the top of Mt. Everest in 2012. This blog got about 6.900 views in 2012. If every person who reached the top of Mt. Everest viewed this blog, it would have taken 12 years to get that many views.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

Postproduzione – Si o no?

E’ da tanto che non scrivo un articolo senza scatti. E allora beccatevi questa mia considerazione sulla postproduzione.

Quasi tutti, quando approcciano alla fotografia moderna, fatta di scatti in digitale, devono fare i conti con la postproduzione al pc. Photoshop, The Gimp o altri prodotti similari offrono grandi possibilità.

Le reflex sono generalmente dotate di un loro software che consente la minima elaborazione del file raw, che è il formato fotografico grezzo, per farlo diventare un jpeg o un tiff, formati normalmente utilizzabili su qualsiasi pc e necessari per stampare l’immagine o per caricarla sul web.  Questo non significa però dover per forza ritoccare la foto…ma allora a che serve il raw?

Si tende a pensare che con l’era del digitale si vada a modificare troppo una foto e che chi scattava in analogico non lo facesse! Errore!!! In camera oscura si poteva fare di tutto e di più. Semplicemente oggi è tutto più accessibile, tutto qui. Cioè, compri il software, che non ha proprio un prezzo accessibilissimo, fai almeno un corso base, che ha un costo, e per il resto ti arrangi con i tutorial che trovi in internet.

Ma veniamo a noi. È giusto postprodurre una foto?
Partiamo dal presupposto che un jpg non è un file grezzo , ma è un file già elaborato e compresso da un algoritmo standard. Diversamente, il raw è un file piatto e senz’anima; ed è un file molto più ricco di dati del jpg che, per definizione, comprime e riduce le informazioni catturate dal sensore.
Io ritengo che quell’anima che manca al raw debba esser data da chi lavora su quel file. Sono dell’idea che applicare il cosiddetto sharpening (contrasto, luminosità, saturazione ecc..) non solo sia lecito, ma sia normale e consigliato. E questo non va considerato fotoritocco, ma, più semplicemente, postproduzione. Infatti agendo su queste cose non si va a snaturare uno scatto…o almeno non si dovrebbe farlo! La bravura di un fotografo a mio avviso si misura anche nella corrispondenza tra la sua fotografia e ciò che i suoi occhi hanno visto al momento dello scatto. C’è chi non è d’accordo e non è mia intenzione dire che ho ragione io. C’è chi adora il bianco e nero, che sicuramente non risponde a quanto visto. Ma sul bianco e nero andiamo su tutt’un altro genere di fotografia e di postproduzione, per l’appunto.

In definitiva ritengo che l’uso di programmi di postproduzione vada interpretato come strumento di miglioramento di una foto e che l’esagerazione possa comportare più pecche che benefici.

Parliamoci chiaro: se uno scatto è buono, con la postproduzione può diventare un ottimo scatto! Ma se uno scatto fa pena, farà sempre pena!

In conclusione, uso e non abuso di queste tecniche… postproduzione si, fotoritocco no!

 

Quale scegliere

Quando uno si avvicina alla fotografia, ha sempre mille dubbi. Che reflex prendo? Su quali ottiche investo? Cosa sarò in grado di fare?

Beh, io non è che sia un professionista, ma sono soltanto un amatore, un appassionato, seppur maniaco compulsivo , resto pur sempre un appassionato…

Quando scelsi la mia reflex, la Nikon D90, fui mosso dal fastidio che provavo per la Canon, ma solo perchè “a pelle” mi sta antipatica, niente di empirico quindi. Scelsi quella perché, leggendo qui e la, mi sembrava una scelta equilibrata. Non volevo spendere poco per poi pentirmi, non volevo spendere molto per un hobby che non sapevo se m’avesse “preso” veramente…scelsi qualcosa che poteva soddisfarmi per diverso tempo e, ad oggi, non posso far altro che ringraziare ‘non so chi’ per la scelta.

Ora, la scelta si faceva più dura, la trama s’infittiva…che ottiche montare su una buona reflex? Inizialmente ho preso il 18-200, un tuttofare di gran rispetto, stabilizzato e con autofocus. Per diversi mesi mai e poi mai l’ho messo in discussione. Poi ho iniziato a sentirne i limiti. Ho quindi iniziato a guardarmi intorno. Scelta obbligata, un obiettivo luminoso mi ci voleva. Nikon produce un ottimo 35mm F/1.8…vai, preso…mai scelta fu più azzeccata. C’è chi continuamente me lo invidia, con la sua nitidezza strepitosa…i ritratti escono che è una favola, sebbene non sia quello il suo scopo…su sensore APS-C da il meglio di se! Grande 35!!!

Poi è subentrata la necessità del grandangolo; eh, si, perchè un paesaggista che si rispetti DEVE possederne uno! Presi quindi il Tokina 12-24 mm F/4, altro gioiellino di cui davvero non potrei mai fare a meno.

Tutto ciò per dirvi una cosa: prendete una reflex, quella che sentite meglio nelle vostre mani…ossia, afferratela, toccatela con mano. Io non l’ho fatto e sono stato fortunato! Alcuni ne sentono davvero la necessità. Poi valutate bene, grazie al kit in dotazione, qual’è la vostra strada fotografica e, solo in seguito, ampliate il parco ottiche. Sono convinto che comprare subito il top di gamma sia sconsigliato. Un appassionato di street photography non comprerà mai un treppiede, così come un “macrista” non prenderà mai un grandangolo.

In conclusione, bisogna saper aspettare; la fotografia ha i suoi tempi, dateglieli!

La vita è troppo breve…

… per lasciarla scorrere senza potersi guardare indietro e dire “sono soddisfatto delle esperienze che ho vissuto”.

Tuttavia troppo spesso gli attimi che ci passano davanti e i momenti che viviamo rischiano di restare solo un pallido ricordo. Ed è qui che entra in gioco la fotografia.

La fotografia è quel qualcosa che gela i momenti, li conserva e li fa rivivere ogni volta che si riguarda uno scatto. Ed è per questo che me ne sono innamorato, è per questo che quando posso sfrutto questo mezzo. Un tramonto, uno sguardo amico, una bandiera agitata dal vento, un evento atmosferico irripetibile, piccoli scorci di una città, queste sono le cose che meritano di essere immortalate, riprese per farle vivere per sempre. E solo una fotografia può farlo

La fotografia è per me vera passione. E le passioni vanno assecondate, vissute, altrimenti succede davvero che ti guardi indietro e pensi “non sono soddisfatto di come ho vissuto…”