Postproduzione – Il mio approccio

Spesso amici e conoscenti mi chiedono quanto ritocco le mie foto. A volte mi dicono proprio “dai, di la verità, qui ci sei andato giù pesante con Photoshop”. Siccome mi ritrovo spesso a spiegare a parole ciò che faccio, e non è facile, vorrei spiegarvi con qualche esempio come agisco, e farvi vedere le differenze.

Partendo dal presupposto che per me la postproduzione non è alterazione delle foto, a meno che uno non lo faccia e desideri espressamente, puntualizzo una cosa: io il 70% del lavoro lo faccio in fase di scatto quasi sempre. Ci sono poi delle eccezioni e, siccome mi piace essere esaustivo, porterò un esempio anche di come si possa stravolgere uno scatto lavoricchiando al pc.

Il mio precedente articolo spiegava già qualcosa, ma solo in linea teorica. Mi ero infatti concentrato su aspetti poco pratici; qui cercherò di sopperire a tale mancanza.

Esempio 1.
La prima foto è il jpg così come creato dalla mia fotocamera. Per realizzare questa foto ho utilizzato la posa bulb, macchina su cavalletto, filtro ND da 10 stop e grandangolo. Bilanciamento del bianco 5000k.
In postproduzione cosa ho fatto?
Innanzitutto ho utilizzato la funzione correzione lente. A 20mm infatti si creano distorsione e vignettatura non voluti. A volte, se mi piacciono, li lascio.
Premettiamo che l’utilizzo dei big stopper (il filtro ND) spesso può comportare dominanti di colore, specie se si realizzano scatti davvero lunghi come questo (2,5 minuti non sono pochi).
In conclusione, come si può vedere sulla seconda immagine, la differenza non è poi così abissale. Mi sono limitato a eliminare la dominante citata, ho schiarito e aperto le ombre e ho applicato un po’ di contrasto e microcontrasto per esaltare la tridimensionalità.
Alzi la mano chi ritiene la seconda foto frutto di manipolazioni eccessive 😉
DSC_9827 Timavo setoso copiaEsempio 2.
Anche in questo caso, prima il jpg e poi il raw da me rielaborato.
Qui la postproduzione è ancor meno invasiva. Correzione lente, contrasti e un filo di luminosità sul primo piano, stop!DSC_9443
Mare arrabbiato copiaEsempio 3.
A volte anche a me piace giocare, e questo scatto ne è la prova. Di rielaborazioni così spinte, nel mio hard disk, ne avrò si e no 10.
Qui innanzitutto c’è un crop; dopodichè ho chiuso i neri per perfezionare la silhouette. Facendolo, ho accentuato alcuni colori del cielo, che tendevano al giallo. Al che mi son detto, saturiamo un po’ il giallo, sembra interessante. Infine sharpening vario e il risultato lo vedete voi stessi
DSC_9684 Nanos infuocato copiaDi base però anche in quest’ultimo caso lo scatto buono c’era, altrimenti col cavolo che tiravo fuori qualcosa.

In definitiva, raramente mi affido alla finzione pura (eccetto nel caso del bianco e nero), proprio perchè la fotografia prima che un’arte per me è un ricordo.

A presto, amici

P.s. Non sono solito chiedere ai miei lettori certe cose, ma sarebbe interessante sentire cosa ne pensate di tutto questo, se lo ritenete giusto o sbagliato o qualsiasi altra cosa. Insomma, dite la vostra se vi va

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5 commenti su “Postproduzione – Il mio approccio

  1. Marco, quando si prova a fare qualcosa di diverso si finisce sempre con lo scatenare discussioni più o meno comprensibili. Io di te, non intendendomi assolutamente di fotografia, apprezzo veramente la passione (che si nota dai tuoi discorsi), l’azzardo (gli investimenti per l’acquisto del materiale senza nessuna garanzia di successo ma solo per il piacere di fare una cosa che piace), la convinzione, l’impegno… Vai avanti Marco, fai quello che ti piace… al momento è solo un hobby e in quanto tale ti permette di sperimentare, sbagliare, impressionare (vedi foto Tigre)… Senza dover giustificare niente a nessuno.

    Le tue foto, caro Marco…. Xè roba che và! Fraca, struca, daghe!!!

    Marco Cupani

  2. Bello come agisci sui file! Ho sempre apprezzato l’eleganza delle cromie che produci e delle tue compo. Il risultato è sempre ottimo. Poi personalmente vedo la fotografia in maniera differente. Per me è finzione allo stato puro e tutto è giustificato in nome dell’estetica.

  3. @marco, grazie. Pareri come il tuo fanno immensamente piacere. Sicuramente un po’ devi azzardare, si deve studiare parecchio e applicarsi molto! Poi, vabbeh, se non hai l’occhio e l’entusiasmo, poco combini!
    @robbirobbi, abbiamo 2 opinioni diverse della fotografia, e lo sai. Ma entrambi poi tiriamo fuori qualcosa di degno di tal nome. E sai che anch’io ho sempre apprezzato i tuoi lavori! C’hai l’occhio, e lo sanno anche i muri ormai! Grazie del tuo parere amico!

  4. Spunto di riflessione assolutamente interessante. Se non ho capito male il punto nodale della questione non è “quanto possiamo spingerci oltre in post produzione”, ma spiegare a chi non è del mestiere, o dell’hobby, cosa significa post produrre.

    Il fatto che noi usiamo photoshop ci pone subito come degli smanettoni. Sbagliato, i tuoi prodotti Marco sono fotografie e non fotomanipolazioni. E’ che basta vedere quanti fotomontaggi vengono fatti con questo programma su facebook, che tutti pensano che per fare una foto bella basti saperlo usare.

    NO, NO e NO! Potrei usare lightroom, piuttosto che un altro programma e ottenere grosso modo gli stessi risultati. La gente non sa che i nostri scatti nascono in fase di scatto. Prendiamo ad esempio la prima foto: ore e ore di camminata nei boschi, con caldo afoso e attrezzatura pesante da portarsi appresso. Scelta la location si mettiamo in acqua, corrente forte e fredda, per cercare inquadrature interessanti e successivamente esporre correttamente, volendo utilizzare filtri per rendere l’acqua setosa. Sono scelte che fa il fotografo, NON un programma di fotoritocco.

    Poi chiaramente le foto vanno sistemate. Che non vuol dire stravolgerle, ma solo svilupparle. Tutti ignorano che le maschere di contrasto, microcontrasto, livelli tonali, sharpening si faceva anche in camera oscura, con la fotografia analogica e i suoi rullini; processi che tutti gli esterni a questa passione ignorano.

    Per cui NO, dietro queste foto genuine non c’è l’algoritmo eccezionale di photoshop, ma l’intuito, la conoscenza tecnica e il sacrificio di una persona umana.

    • Caro Paolo, hai centrato appieno il discorso e ti ringrazio delle belle parole. Purtroppo troppi credono che noi smanettiamo un casino e che quindi le nostre foto sono belle grazie alla postproduzione. Questo vuole essere un articolo che risponde a tutti loro! E il tuo post sicuramente arricchisce l’analizi, quindi ti ringrazio doppiamente

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