Nevica su Trieste

Ieri sera, e fino all’inizio di oggi pomeriggio, una perturbazione nevosa ha interessato la mia città. Qual miglior occasione per un fotografo per immortalare la sua città? Vi propongo quindi questa carrellata di foto fatte stamane al centro, e non solo, di Trieste.

Venezia avvolta nel buio

Stavolta non scriverò grandi cose sul soggetto di quest’articolo perché credo non ce ne sia bisogno. Venezia è la città magica, la città incantata, la città più assurda del mondo. E anche la più bella città del mondo, è suggestiva in qualsiasi stagione e a qualsiasi ora del giorno e della notte. Ed è, tra le altre cose, un paradiso fotografico oserei dire!

Ho avuto il piacere di goderla per diverse ore notturne qualche giorno fa, in un periodo quindi poco frequentato e quindi davvero godibile. A voi la mia Venezia notturna

L’ora blu

I fotografi chiamano così l’ora che precede l’oscurità, quella subito dopo il tramonto. Ok, avete ragione, non è molto originale in effetti. Ma non l’ho coniato io!!! Aggiungendo un mare un po’ mosso, tempi lunghi d’esposizione e bei panorami, si possono ottenere panoramiche come queste!

L’albero solitario

Non sempre servono grandi soggetti per fare begli scatti. Certo, la luce è la cosa più importante, e in questo caso c’era davvero un’ottima luce! E quest’albero solitario ha catturato la mia attenzione! A voi

Postproduzione – Si o no?

E’ da tanto che non scrivo un articolo senza scatti. E allora beccatevi questa mia considerazione sulla postproduzione.

Quasi tutti, quando approcciano alla fotografia moderna, fatta di scatti in digitale, devono fare i conti con la postproduzione al pc. Photoshop, The Gimp o altri prodotti similari offrono grandi possibilità.

Le reflex sono generalmente dotate di un loro software che consente la minima elaborazione del file raw, che è il formato fotografico grezzo, per farlo diventare un jpeg o un tiff, formati normalmente utilizzabili su qualsiasi pc e necessari per stampare l’immagine o per caricarla sul web.  Questo non significa però dover per forza ritoccare la foto…ma allora a che serve il raw?

Si tende a pensare che con l’era del digitale si vada a modificare troppo una foto e che chi scattava in analogico non lo facesse! Errore!!! In camera oscura si poteva fare di tutto e di più. Semplicemente oggi è tutto più accessibile, tutto qui. Cioè, compri il software, che non ha proprio un prezzo accessibilissimo, fai almeno un corso base, che ha un costo, e per il resto ti arrangi con i tutorial che trovi in internet.

Ma veniamo a noi. È giusto postprodurre una foto?
Partiamo dal presupposto che un jpg non è un file grezzo , ma è un file già elaborato e compresso da un algoritmo standard. Diversamente, il raw è un file piatto e senz’anima; ed è un file molto più ricco di dati del jpg che, per definizione, comprime e riduce le informazioni catturate dal sensore.
Io ritengo che quell’anima che manca al raw debba esser data da chi lavora su quel file. Sono dell’idea che applicare il cosiddetto sharpening (contrasto, luminosità, saturazione ecc..) non solo sia lecito, ma sia normale e consigliato. E questo non va considerato fotoritocco, ma, più semplicemente, postproduzione. Infatti agendo su queste cose non si va a snaturare uno scatto…o almeno non si dovrebbe farlo! La bravura di un fotografo a mio avviso si misura anche nella corrispondenza tra la sua fotografia e ciò che i suoi occhi hanno visto al momento dello scatto. C’è chi non è d’accordo e non è mia intenzione dire che ho ragione io. C’è chi adora il bianco e nero, che sicuramente non risponde a quanto visto. Ma sul bianco e nero andiamo su tutt’un altro genere di fotografia e di postproduzione, per l’appunto.

In definitiva ritengo che l’uso di programmi di postproduzione vada interpretato come strumento di miglioramento di una foto e che l’esagerazione possa comportare più pecche che benefici.

Parliamoci chiaro: se uno scatto è buono, con la postproduzione può diventare un ottimo scatto! Ma se uno scatto fa pena, farà sempre pena!

In conclusione, uso e non abuso di queste tecniche… postproduzione si, fotoritocco no!

 

Andare a pesca

Per non fotografare solo palazzi, bambini o manifestazioni varie, stavolta propongo qualcosa di diverso. Ero a pesca con mio fratello e un caro amico. E questo vuole essere un omaggio ad un weekend di mare autunnale, pesce e buona compagnia. Risultato, 2 kg di riboni, tanto buoni!

Barcolana 44 – 14/10/2012

Come tutti gli anni, anche quest’anno la seconda domenica di ottobre a Trieste s’è tenuta la Barcolana. Siamo arrivati alla 44esima edizione della regata più numerosa al mondo. Infatti solitamente sono iscritte tra le 1600 e le 2000 imbarcazioni, coprendo un range che va da scafi da 6 metri ad altri oltre i 30. In pratica è una vera e propria festa del mare a cui partecipano professionisti su barche importanti e amatori su barche turistiche. Il pubblico è sempre molto numeroso e partecipa alla festa a terra, dove Trieste si orna di stand che compongono il cosiddetto “Villaggio Barcolana”, che occupa le rive cittadine e fa da cornice ad un sacco di imbarcazioni attraccate lungo le banchine e lungo il Molo Audace.

Quest’anno hanno partecipato circa 1750 barche, ma a detta di molti le condizioni meteo non hanno giovato a raggiungere numeri più alti, che forse erano attesi dall’organizzazione. Infatti, mentre la regata classica di sabato era sospinta da un buon borino, la Barcolana vera e propria della domenica è stata caratterizzata dalla bonaccia che ha portato al traguardo pochissime barche ed allungato i tempi di taglio del traguardo del vincitore, che c’ha messo 4 ore (qualche anno fa, con bora forte, il vincitore coprì le circa 16 miglia in meno di un’ora). Nonostante ciò, la festa è stata notevole ed entusiasmante.

A voi, le mie visioni della Barcolana 44

p.s. chiunque si senta leso in qualche modo dalle foto pubblicate, non esiti a contattarmi. Provvederò senz’altro alla loro cancellazione.

L’Arena di Pola

Costruita tra il 79 e l’81 d.C., l’Arena di Pola è l’unica arena a conservare ancora la sua parte esterna al 100%. Infatti ne il Colosseo ne l’Arena di Verona hanno integro il perimetro esterno.

Sesta in grandezza tra gli anfiteatri romani in Italia, essa ospitava fino a 25.000 spettatori che, nei secoli, hanno visto gladiatori romani, tornei e sfide cavalleresche medievali, concerti d’epoca moderna. Infatti attualmente l’arena ospita concerti classici o rock/pop.

Negli ultimi anni è iniziato un restauro che sta sbiancando le parti più importanti.

Ci sarebbero moltissime cose da dire, ma non è questa la sede. Qui lascio parlare gli scatti, tutti rigorosamente notturni.

Panoramiche

Cari lettori, la rubrica tratta da triesteprima.it questa settimana si occupa di…panoramiche. In particolare, queste sono godibili dai palazzi fronte mare del canale. Chi, come me, ha la fortuna di potervi accedere, può vedere spettacoli di questo tipo.

Buona visione

9. Palazzo Genel

Questa settimana va in scena Palazzo Genel, l’ultimo palazzo del Canal Grande che esaminiamo. In realtà la facciata principale da su Piazza del Ponterosso e non sul Canale, ma io preferisco considerarlo un palazzo del Canale. Questo palazzo è affiancato al Palazzo Carciotti, sul lato destro del Canale stesso.

La sua costruzione fu commissionata da Felice Genel e fu attuata dall’arch. Antonio Bacicchi nel 1878. L’area prescelta era prima occupata dalla casa Rossetti.

Dai primi del ‘900 il palazzo divenne sede bancaria; passò infatti dalla Banca Anglo-Austriaca alla Banca Commerciale Italiana (per un periodo Banca Commerciale Triestina), per poi diventare il quartier generale della Banca Nazionale del Lavoro a Trieste. Negli ultimi anni ha subito un pesante restauro con la creazione di appartamenti di lusso ai piani alti.

Eccovi come si presenta oggi