3. Palazzo del Governo e Palazzo del Lloyd

Terza settimana, terzo numero della rubrica di triesteprima.it

Dalla rubrica:

In questa uscita, ci dedichiamo a ben due dei sette palazzi di Piazza Unità D’Italia.

Il Palazzo del Governo si deve al progetto del viennese Emil Artman. La sua costruzione terminò nel 1905.

Il palazzo è dotato di una vasta balconata coperta ed è rivestito da mosaici in vetro di Murano e da pietra bianca.

Fino al 1920 dal palazzo si godeva la vista sul giardino che occupava parte di Piazza Unità d’Italia.

Oggi nel palazzo hanno sede gli uffici del Commissariato del Governo della regione Friuli Venezia Giulia e quelli della Prefettura di Trieste. In caso di visite ufficiali da parte di alte cariche politiche italiane o estere, è questo il palazzo in cui vengono ospitati.

È considerato uno dei palazzi più prestigiosi d’Italia.

Di seguito, la foto:

Il Palazzo del Lloyd Triestino venne eretto nel 1883 su progetto dell’architetto Heinrich von Ferstel. All’epoca la compagnia si chiamava Lloyd Austriaco.

Sulla facciata anteriore dell’edificio trovano spazio due fontane, una rappresentaTeti e l’altra Venere. La particolarità di queste due statue sta nel significato: sono protettrici rispettivamente dell’acqua dolce e dell’acqua salata. Essendo il Lloyd una compagnia di navigazione, il significato prende ancora più rilievo.

Oggi il palazzo è la sede della Presidenza della Giunta Regionale.

 

2. Municipio e Palazzo Pitteri

Eccoci al secondo numero della rubrica in collaborazione con triesteprima.it

Dalla rubrica:

Per il secondo appuntamento, qualche focus sui palazzi di Piazza Unità d’Italia, oggetto del primo numero della rubrica.

In questa foto troviamo a sinistra il Palazzo del Municipio, eretto nel 1875, e in fondo a destra il Palazzo Pitteri, il più antico della piazza, datato 1780. Ad arricchire il tutto, il bell’allineamento tra la Luna e Venere, che sorgono tra i due palazzi.

Qualche cenno in più:

Il Palazzo del Municipio, soprannominato “La Cheba” dai triestini (in quanto detrattori, inizialmente, del suo aspetto simile ad una gabbia per uccelli), si deve all’architetto Bruni. E’ sormontato da un campanile che rintocca grazie al movimento di due statue, chiamate dagli abitanti Micheze e Jacheze. In realtà sono due riproduzioni, gli originali trovano posto al Castello di San Giusto.

Il Palazzo Pitteri invece è stato progettato dall’arch. Moro. Inizialmente era chiamato Palazzo Plenario, in onore del mercante che lo commissionò. Poi vi abitò il letterato Pitteri, a cui si deve il nome odierno.

Ma ora, veniamo allo scatto:

Arrivederci alla prossima settimana.